No Curves è l’artista italiano che ha fatto della sua arte un modo di vivere. Il suo nome è già il manifesto del suo stile: nella sua arte non c’è spazio per elementi curvi.
“Nella geometria non ci sono vie di fuga ma solo regole: per me, l’unico strumento per stare correttamente al mondo”.

Attraverso le linee rette che crea col nastro adesivo, elemento cardine della sua produzione che lo inserisce nel movimento della “tape art”, disegna con grande perizia idee e figure che abitano nella sua visione autoriale.
Ma sarebbe riduttivo parlare solo di linee fatte con del normale nastro adesivo. Le sue linee sfrecciano, corrono, si sovrappongono e si stratificano: creano insomma una mappa di traiettorie che, se viste dalla giusta distanza, plasmano la forma di ciò che vuole rappresentare. Benché sembrino bidimensionali, le sue opere giocano con la terza dimensione per creare una complessità che si palesa nell’istante in cui le linee si combinano e sovrappongono creando ritratti, quadri astratti o figure.

“We believe in angles and straight lines” è il suo motto interiore, che è anche dichiarazione d’intenti, una forma mentis, il suo tratto artistico.
Per tornare a quanto detto in precedenza, la vita di No Curves è scandita da regole, nel lavoro così come nella vita: “Porsi dei limiti serve a evitare le incongruenze”, che nella pratica significa “mai tradire le proprie idee, le persone, la propria arte. Se uso il nastro adesivo il protagonista è lui, io resto un passo indietro, sono la mano e il corpo che servono a tirarlo. Anche quando lo trasferisco in un ambiente digitale: senza riconoscibilità non c’è stile, qualunque sia la destinazione d’uso”.

Se Picasso, per diventare il grande artista che conosciamo, ha sempre affermato di aver dedicato gran parte della sua vita al lavoro, No Curves è cresciuto con l’idea di guadagnare con fatica e sudore, e che i risultati arrivano solo con l’impegno costante. “La creatività è innata, è vero, ma se non la alleni con la pratica, non cresce. Bello parlare di filosofia, ma bisogna conoscere la natura dei materiali che usi, qual è la loro densità, con cosa abbinarli, qual è la durata. Quanta energia ci vuole per vedere un risultato. E quando la stanchezza avrà la meglio, perché anche lei fa parte del gioco”.
Meticoloso nella concezione dell’opera, di cui fa prove, bozzetti, modellini, come un vero designer. La progettazione è una parte fondamentale nel processo creativo in cui diviene protagonista la sua mentalità progettista. Ma nell’aspetto performativo, l’arte prende il sopravvento e la sua mano e il cuore vengono catturati dall’istinto della creazione.






Autore: Francesco Fusi