Le immagini di Enshroud, progetto visual della fotografa Medina Dugger, sono state realizzate come collage digitali e propongono la rappresentazione astratta del velo. Le forme, i pattern, i colori hanno il compito di raccontare la Nigeria, un territorio popolato da una parte di credenti musulmani e dall’altra parte da cattolici: l’hijab divene dunque un simbolo molto visibile della fede, delle usanze e dello stile a Lagos.
Medina ha voluto comunicare la potenza del suo progetto attraverso una spiegazione ben dettagliata di questo:
“La serie vuole far riflettere anche sulla percezione e le realtà che circondano le donne che indossano il velo, indumenti che hanno una storia lunga e complessa che precede quella l’Islam. Nell’antichità, i veli indicavano lo status sociale di una donna. Oggi, l’hijab è spesso diffamato. Le donne in hijab rischiano stereotipi, esclusione sociale, giudizio e abusi. Molti associano il velo all’estremismo e alla repressione femminile”.
La sua spiegazione diventa utile ed interessante non solo per capire veramente cosa si nasconde dietro queste immagini gioiose e colorate, ma anche per cogliere i significati che si celano dietro i filtri che i mass media pongono davanti alle culture.
“In Occidente, il velo è diventato anche il simbolo di una posizione contro l’islamofobia. Nike ha recentemente rilasciato il Nike Pro Hijab per atlete musulmane e Halima Aden è la prima modella keniota ad apparire in hijab sulla copertina di British Vogue”.
Visita il sito di Medina Dugger se vuoi approfondire.


















