Sull’isola giapponese di Kyushu, all’interno del Mifuneyama Rakuen Park, in concomitanza della loro mostra “A Forest where Gods Live, Ruins and Heritage”, i creativi del teamLab hanno trasformato un bagno abbandonato in un’installazione immersiva senza precedenti. L’opera dal titolo Megaliths in the Bath House Ruins prevede, appunto, degli enormi blocchi simili a megaliti fuoriuscire dal pavimento e occupare quasi tutto lo spazio della stanza.
Questo luogo abbandonato è una sorta di macchina del tempo, uno spazio in cui nulla è cambiato per anni, ed è proprio con il tempo il protagonista dell’installazione.
Su ogni megalite sono proiettati interi cicli di vita dei fiori, da quando sbocciano a quando perdono i petali e muoiono, ma grazie a un programma informatico le immagini non sono né pre-registrate né in loop, ma cambiano in base alla quantità e ai movimenti degli spettatori, in modo tale da offrire un’esperienza unica e irripetibile. Ad esempio se una persona si muove tra i megaliti il processo di fioritura sarà più lento, mentre se uno spettatore si ferma davanti a uno di essi il processo sarà molto più veloce.
Ma i fiori non sono l’unico soggetto, un altro tipo di proiezione prevede un’infinita cascata di gocce d’acqua che, anche questa volta, in base ai movimenti delle persone rallenta o accelera il suo flusso.
“Ogni momento è unico e non può più essere rivisto.”
A rendere ancora più suggestiva l’installazione Megaliths in the Bath House Ruins è la colonna sonora che si sente in sottofondo, firmata da Hideaki Takahashi.
Megaliths in the Bath House Ruins rimarrà visitabile al pubblico fino al 4 novembre.










