Ci aveva lasciato a San Valentino con un’opera realizzata a Barton Hill, vandalizzata qualche settimana dopo, ma anche Banksy è tornato e, come tutti, ha dovuto trovare un modo diverso per continuare a lavorare senza lasciare la propria casa.
Lo smart working per uno street artist è impossibile? No, se hai un bagno e non ti interessa quello che tua moglie potrà dirti dopo.
“My wife hates it when I work from home.” scrive ironico nella caption che accompagna le immagini dell’ultimo lavoro che ha pubblicato pochissimi minuti fa l’artista su Instagram.
Sulle mura di quello che dice essere il suo bagno ecco comparire 8 ratti, animali che Banksy ha più volte liberato sulle mura delle nostre città.
L’ultima volta due anni fa a Parigi quando, durante la settimana della moda, vennero scoperti ben 6 murales di cui tre con il roditore protagonista.
A quel tempo i ratti in questione rappresentavano una critica al sistema politico francese e europeo.
Erano il simbolo del disordine, la metafora della capacità della classe operaia di sovvertire qualunque situazione economica e politica.
Dei giorni barrati visibili attraverso lo specchio, che oggi simboleggiano forse quelli passati in lockdown, ritroviamo una versione identica nel murale dedicato all’artista e giornalista Zehra Dogan finita in carcere a causa della censura per aver ritratto la bandiera turca sulle macerie della città distrutta di Nusaybin.
Mentre attendiamo qualche parola dell’artista stesso sul suo lavoro, che forse tarderà ad arrivare, non possiamo far altro che immaginarne il significato con gli indizi che ci ha lasciato nel tempo.




