Una volta finiti sul profilo di Ollie Jones si viene risucchiati in un universo parallelo dalle sfumature retrò – a tratti più contemporanee – che colpiscono per le atmosfere cupe e allo stesso tempo ammalianti. Ci chiediamo se la ragione di questa attrazione magnetica si possa ricondurre all’epoca di grande disillusione che stiamo vivendo o all’eterna fascinazione per i personaggi misteriori e oscuri. Forse c’entra anche quella che noi abbiamo chiamato l’epoca dello squallore. Fatto sta che i profili che abitano i dipinti di Ollie Jones sembrano somigliarci, le loro emozioni come specchi di una generazione ormai persa davanti allo schermo. O intenta a fumare una sigaretta in solitudine, nei sedili posteriori di una macchina o alla penombra di una città lontana.






