Di recente parlando della GAN Art sono emerse le infinite, almeno in termini di numeri, possibilità di creare arte attraverso una rete generativa, che rielabora dati creando immagini con l’intelligenza artificiale. È possibile inserire in un unico algoritmo informazioni differenti tra loro, oppure elaborare un’unica tipologia di soggetti, per esempio le immagini di nudo, come nel caso della serie “AI Generated Nude Portrait” di Robbie Barrat.
Il giovanissimo artista ha selezionato migliaia di dipinti ad olio della storia dell’arte, che ritraggono veneri e soggetti erotici, riletti dal linguaggio dei codici informatici generando nuove immagini di nudo.
Le opere non appaiono come la Venere di Tiziano o l’Odalisca di Ingres, ma come soggetti astratti, macchie di colore in cui l’erotismo è solo evocato dal calore dei colori.
L’obiettivo del progetto di Robbie Barrat non è quello di creare l’opera d’arte perfetta, nemmeno il soggetto erotico ideale. Barrat prova a staccarsi da un’arte generativa che punta alla definizione, indagando al massimo le possibilità dei computer di creare qualcosa di inaspettato.
“Sono stato in grado di ottenere risultati abbastanza realistici; ma i risultati realistici annoiano dopo circa 10 minuti. Impiegare un algoritmo all’avanguardia per realizzare lo stesso tipo di mediocri dipinti di paesaggi che abbiamo già realizzato negli ultimi 500 anni sembra un po’ limitante“. Ha dichiarato l’artista.
L’opera “AI Generated Nude Portrait #5” di Barrat è stata una delle prime immagini generate da una rete neurale tokenizzata su SuperRare, una delle principali piattaforme di vendita NFT.
Il GAN potrà sempre riprodurre immagini di nudo nitide e pornografiche, forse il modo più veloce per perdere il piacere di immaginare l’erotismo.
