BlacKkKlansman, il nuovo film presentato a Cannes da Spike Lee, famoso regista che da sempre pone l’individuo afroamericano al centro della sua analisi cinematografica, è una chiarissima accusa contro il presidente Trump.
Nonostante la pellicola parli da sé, il regista ci tiene, giustamente, a introdurre la visione con un monologo al veleno diretto al presidente degli Stati Uniti.
La pellicola tratta dei fatti realmente accaduti agli inizi degli anni 70’ in Colorado.
Ron Stallworth, assieme ad un collega si reca sotto copertura a Colorado Springs, per indagare sul Ku Klux Klan e possibilmente sgominare queste forze dell’odio che stavano pian piano arrivando a toccare le alte sfere politiche.
Nonostante il regista tratti temi estremamente forti e contemporanei (molte frasi usati dai membri del KKK sono spesso le stesse usate da Trump nei suoi comizi), il film è comunque velato d’ironia.
Il film che ci propone Spike Lee è un film educativo e contemporaneo che spera, aiutato da un ottima regia ed altrettanto ottimo cast (Adam Driver, John Washington e Topher Grace), di risvegliare qualcosa nel cuore degli spettatori.


