Alla 19ª Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia, curata da Carlo Ratti, la prima sala delle Corderie dell’Arsenale diventa un manifesto visivo e concettuale. È The Third Paradise Perspective, l’installazione immersiva di Cittadellarte – Fondazione Pistoletto, che invita a riflettere sul nostro rapporto con il pianeta.


Settanta centimetri d’acqua: è il livello previsto del mare a Venezia nel 2100. Lo spettatore lo attraversa per davvero, in uno scenario che sembra distopico ma vibra di possibilità. Al centro, il simbolo del Terzo Paradiso, creato da Michelangelo Pistoletto: tre cerchi che si incontrano e aprono uno spazio nuovo tra natura e artificio. Un portale, fisico e mentale, che domanda se siamo pronti.

L’installazione nasce da una collaborazione corale: Michelangelo Pistoletto, Paolo Naldini, Michele Cerruti But, Tiziano Guardini, Luigi Ciuffreda e Giulia Giavatto, con il supporto di Lavazza Group, Artemide, Pomilio Blumm e altri. Ma più che un’opera, è un invito a unire creatività, tecnologia e impegno. Per Michele Cerruti But, Cittadellarte è la porta della Biennale: «un invito a confrontarsi con il presente e immaginare un nuovo equilibrio».

Con The Third Paradise Perspective, l’arte smette di essere solo osservazione e diventa azione, spazio di incontro, occasione per ripensare il nostro posto nel mondo. È un invito a camminare – anche a piedi nudi se serve – dentro un’idea di futuro che non aspetta di arrivare, ma si costruisce ora, insieme. Perché ogni gesto creativo può essere una scelta politica, e ogni passaggio attraverso il Terzo Paradiso una possibilità di rinascita.
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