Re:Earth, il progetto che trasforma la natura in musica

Re:Earth, il progetto che trasforma la natura in musica

Giulia Guido · 2 mesi fa · Music

Per tutto febbraio saranno aperte le candidature per partecipare a Re:Earth, un progetto che darà la possibilità a sei giovani creativi di alloggiare per quindici giorni, dal 15 al 30 aprile, a Cittadellarte presso la Fondazione Pistoletto di Biella, durante i quali potranno interfacciarsi con professionisti ed esperti del settore musicale e partecipare a conferenze e workshop. 

L’obiettivo finale di questa “residenza artistica” è quella di dare vita a una performance artistica seguendo il tema di quest’anno: il rapporto tra uomo e natura e le conseguenze di questo rapporto dal punto di vista del cambiamento climatico. In pratica, i sei partecipanti avranno la possibilità di usufruire di tutti gli spazi, delle attrezzature e dell’aiuto dei tutor per mettere in scena un’esibizione musicale, in cui i suoni della natura vengono trasformati ed esplorati attraverso la musica, all’interno di un contesto installativo, anch’esso progettato dai partecipanti durante i 15 giorni del Re:Earth. 

Re:Earth si propone di creare un luogo in cui viene offerto un percorso formativo di alta qualità durante il quale tutti insieme, partecipanti e professionisti del mondo musicale e artistico, cercheranno di dare voce alla Terra e ai cambiamenti climatici in atto. 

È possibile candidarsi entro il 29 febbraio accedendo al sito di Re:Earth.

RE EARTH | Collater.al
RE EARTH | Collater.al
RE EARTH | Collater.al
Re:Earth, il progetto che trasforma la natura in musica
Music
Re:Earth, il progetto che trasforma la natura in musica
Re:Earth, il progetto che trasforma la natura in musica
1 · 9
2 · 9
3 · 9
4 · 9
5 · 9
6 · 9
7 · 9
8 · 9
9 · 9
InstHunt – Le 10 migliori foto della settimana su Instagram

InstHunt – Le 10 migliori foto della settimana su Instagram

Giulia Guido · 4 giorni fa · Photography

Ogni giorno, sul nostro profilo Instagram, vi chiediamo di condividere con noi le vostre immagini e fotografie più belle. 
Per la raccolta InstHunt di questa settimana abbiamo selezionato le vostre 10 migliori proposte: @carla_sutera_sardo, @odetteombra, @lmashtalerova, @siria.d.angelis, @moulayahmed2.0, @paolatala_10, @francescaersilia1, @adriano.losacco, @valeriaroscini, @martinanorii_.

Tagga @collateral.photo per essere selezionato e pubblicato nel prossimo numero di InstHunt.

View this post on Instagram

EST. TRAMONTO – #ontheroof

A post shared by reveriesdupromeneur (@adriano.losacco) on

View this post on Instagram

#viteinlockdown #selfportrait

A post shared by valeria roscini (@valeriaroscini) on

InstHunt – Le 10 migliori foto della settimana su Instagram
Photography
InstHunt – Le 10 migliori foto della settimana su Instagram
InstHunt – Le 10 migliori foto della settimana su Instagram
1 · 1
The Guestbook: la nostra intervista a João Marques

The Guestbook: la nostra intervista a João Marques

Giulia Guido · 5 giorni fa · Photography

Ci sono bastati pochi secondi sul suo profilo Instagram, per innamorarci degli scatti di João Marques, fotografo di Lisbona.

Se dovessimo trovare una parola con cui descrivere le sue fotografie è contemplazione, legata sia ai soggetti che scatta sia agli spettatori. Infatti, molte delle sue immagini ritraggono figure di profilo o viste di schiena con gli occhi puntati verso il cielo, di notte, di giorno, al tramonto, pieno di stelle o illuminato dalle luci della città. Come loro, anche noi rimaniamo completamente incantati dai suoi lavori.

Incuriositi abbiamo fatto qualche domanda a João Marques che ci ha raccontato come è nata la sua passione per la fotografia.

Raccontaci come ti sei avvicinata alla fotografia. C’è un momento in particolare che ti ricordi?

È iniziato tutto quando avevo circa 13 anni, a quel tempo ho chiesto a mio padre di provare la sua macchina fotografica digitale, era una Olympus e per me è stata una figata. Ho iniziato a fare per lo più ritratti dei miei amici ed è stata una cosa che mi è sempre rimasta impressa negli anni della scuola. Vivevo in una città molto piccola e la fotografia è diventata il mio hobby, filmavo e fotografavo sempre i miei amici. A 17 anni mi sono trasferito a Lisbona per finire il liceo e l’anno successivo ho frequentato la scuola di cinema. In quei tre anni mi sono concentrato soprattutto sul cinema, ho guardato molti film e ho coltivato di più la mia passione per il cinema. Solo nel 2018, dopo aver finito la laurea e aver diretto il mio primo cortometraggio “Incomum”, mi sono fermato un attimo e ho pensato che poteva essere una buona idea approfondire le mie conoscenze sulla fotografia, che ha fatto parte della mia vita per tanto tempo ma mai consapevolmente. Sono andato alla Ar.Co e ho fatto un corso di un anno e in quel momento ho ricominciato a farlo, e ho continuato ad andare avanti.

Cosa è per te la fotografia e cosa cerchi di raccontare attraverso i tuoi scatti?

La maggior parte delle volte lavoro d’istinto, quindi non c’è molta riflessione dietro il mio lavoro. A questo punto una cosa che ho capito di me stesso è che ho il bisogno di creare e di esprimermi artisticamente in qualche forma. Amo il fatto che la fotografia mi abbia dato questa opportunità di produrre istantaneamente, di creare un’idea o di esprimere la mia percezione di un sentimento su un’immagine. Per qualcuno come me che ha già un background anche sul mondo del cinema, dove tutto è molto più complesso e coinvolge molte persone, la fotografia mi dà la possibilità di fare quasi da moodboard a come voglio che siano i miei film. 

Quali attrezzature utilizzi per scattare? Quali strumenti porti con te quando scatti e perché?

Ho girato sia in analogico che in digitale. La mia fotocamera digitale è una Sony A7 III e la mia fotocamera a pellicola è una Pentax K1000. È divertente perché in realtà non ho mai avuto altre fotocamere a pellicola. Stavo pensando di passare a una macchina fotografica da 120 mm, ma per ora continuo a usare questa. Non mi piace fare molta pianificazione, quindi credo che la maggior parte delle volte non prendo nient’altro oltre alla macchina fotografica. Se prendo qualcosa sarebbe una piccola luce o qualche oggetto di scena che vorrei usare per lo scatto.

C’è uno scatto a cui sei più legato? Puoi raccontarcelo?

Se dovessi scegliere una sola immagine, forse questa. Questa immagine è stata scattata intorno alle 2 del mattino del 1° gennaio 2019. Questo è stato il giorno in cui ho iniziato questa serie che ho intitolato ‘the sky is a painting’ di scatti notturni. Questa rappresenta tutte le altre immagini notturne simili che ho fatto. Mi sono sempre sentito legato alla notte e al cielo. Ero abituato a fissare molto il cielo e ad avere uno di quei momenti in cui mi rendo conto di quanto siamo piccoli. Mi piace giocare con questa idea dell’umano contro l’universo. In futuro vorrei fare un libro fotografico con tutti i miei scatti atmosferici notturni.

Ci sono artisti che segui o ai quali ti ispiri?

Certo, ci sono altri fotografi che seguo attraverso i social media che trovo stimolanti, per lo più penso che ciò che mi attrae sia un punto di vista personale del mondo e della vita. Alcuni artisti che consiglio vivamente di vedere sono Mia Novakova, Maya Beano, Tristan Hollingsworth e Edie Sunday, per esempio. Tuttavia penso che ciò a cui mi ispiro di più siano i film. Alcuni registi che mi hanno ispirato sono David Lynch, Jonas Mekas, Teresa Villaverde, Wong Kar-Wai e Robert Bresson.

The Guestbook: la nostra intervista a João Marques
Photography
The Guestbook: la nostra intervista a João Marques
The Guestbook: la nostra intervista a João Marques
1 · 9
2 · 9
3 · 9
4 · 9
5 · 9
6 · 9
7 · 9
8 · 9
9 · 9
Mònica Figueras fotografa l’essenza dell’estate

Mònica Figueras fotografa l’essenza dell’estate

Giulia Guido · 6 giorni fa · Photography

Il profumo del mare, le spiagge gremite in estate e deserte d’inverno. Questa è l’essenza della fotografia di Mònica Figueras, giovane fotografa spagnola di cui avevamo già parlato in precedenza qui.  

Mònica è nata a Palamós, una piccola e bellissima località della Costa Brava, uno di quei classici paesini che in estate si riempiono di gente e in inverno si svuotano completamente, diventando quasi irriconoscibili. 

Questa doppia personalità del luogo in cui ha vissuto finché non si è trasferita a Barcellona e il suo amore per il mare sono cose tangibili nelle sue fotografie. Guardando le sue immagini si respira la nostalgia per l’estate, ma anche la calma e tranquillità delle spiagge vuote che perdono i colori caldi tipici dei mesi estivi e si coprono di un filtro meno saturo. 

Dato che i luoghi e i soggetti che Mònica Figueras fotografa fanno parte della sua vita da sempre, sfogliare i suoi scatti è come entrare nel suo diario personale. Guardiamo ciò che lei ha guardato, siamo circondati da ciò che circondava lei nel momento in cui scattava. 

Dopo poco, il suo stile ha iniziato a interessare diversi clienti, così per i lavori commissionati propende per la fotografia digitale, mentre per i suoi progetti personali opta spesso per l’analogico, che le permette di ottenere delle texture e dei colori migliori senza dover ritoccare successivamente l’immagine. 

Qui sotto trovi una selezione delle sue immagini, per scoprirne di più vai sul suo sito, sul suo profilo Instagram e Tumblr

Mònica Figueras fotografa l’essenza dell’estate
Photography
Mònica Figueras fotografa l’essenza dell’estate
Mònica Figueras fotografa l’essenza dell’estate
1 · 16
2 · 16
3 · 16
4 · 16
5 · 16
6 · 16
7 · 16
8 · 16
9 · 16
10 · 16
11 · 16
12 · 16
13 · 16
14 · 16
15 · 16
16 · 16
La vita fugace negli scatti di Audrey Gillespie

La vita fugace negli scatti di Audrey Gillespie

Giulia Guido · 7 giorni fa · Photography

È difficile dare una forma una paura. Non solo perché non è tangibile, ma soprattutto perché è difficile capire di cosa si ha veramente paura. Forse però si può combattere celebrando ciò che incarna tutto il suo contrario, la spensieratezza, la libertà, la leggerezza. Audrey Gillespie ha deciso di affrontare le sue paure armata di macchina fotografica. 

Audrey Gillespie è una giovane fotografa dell’Irlanda del Nord che attraverso i suoi scatti non vuole portarci in scenari e immaginari lontani, ma vuole accompagnarci nel suo mondo. 

Dopo aver realizzato un intero progetto sulla realtà queer del suo paese, oggi, attraverso il suo ultimo lavoro intitolato This Hurts ci trasporta in un mondo giovane, attraverso il quale il quale ci fa respirare e ci fa vivere diversi stati d’animo, dall’ossessione alla liberazione, arrivando alla fantasia. 

Mirror

I suoi scatti sono bui, ma mai cupi, realizzati di notte, a volte per le strade illuminate dalle luci dei lampioni, dei neon, delle insegne, altre nell’intimità di piccoli appartamenti. Sono attimi rubati tra migliaia di altri attimi, sono gli sguardi e i volti di ragazzi e ragazze che come Audrey Gillespie, come tutti noi hanno paura. Ma paura di cosa? Di tutto. 

This Hurts è una serie di fotografie in 35 mm, da cui spicca il gusto personale di Audrey Gillespie, la sua visione del mondo, fragile e vulnerabile.  

Proudly Presents
La vita fugace negli scatti di Audrey Gillespie
Photography
La vita fugace negli scatti di Audrey Gillespie
La vita fugace negli scatti di Audrey Gillespie
1 · 24
2 · 24
3 · 24
4 · 24
5 · 24
6 · 24
7 · 24
8 · 24
9 · 24
10 · 24
11 · 24
12 · 24
13 · 24
14 · 24
15 · 24
16 · 24
17 · 24
18 · 24
19 · 24
20 · 24
21 · 24
22 · 24
23 · 24
24 · 24
Altri articoli che consigliamo