Dalla foto del papa con il finto giubbotto Moncler a quelle di Donald Trump “arrestato”, nelle scorse settimane diversi articoli si sono chiesti quali possano essere gli equivoci che posso scatenare le foto generate dai software di intelligenza artificiale. Negli stessi giorni ad alimentare ancora di più il dibattito è emersa la storia della foto – creata con l’AI all’insaputa dei giudici – che si è aggiudicata uno dei premi del prestigioso Sony World Photography Award.
Presentata nella categoria “Open-Creative”, l’artista tedesco Boris Eldagsen non aveva inizialmente comunicato lo strumento con il quale era stato realizzato lo scatto, dal momento che nelle linee guida del concorso era specificato che poteva essere prodotta “con qualsiasi dispositivo”. Boris, da anni studioso delle nuove tecnologie applicate alla fotografia, presentando l’opera intitolata The Electrician, parte della serie Pseudomnesia: Fake Memories, non voleva aggirare le regole andando ad agire su una zona grigia del regolamento, bensì lanciare una provocazione, arrivata al culmine con la comunicazione della vittoria, avvenuta lo scorso 3 marzo.
Quando i giudici del SWPA hanno comunicato a Boris Eldagsen del premio, non solo l’artista ha rivelato che la foto era in realtà frutto del software Stable Diffusion, ma ha anche rinunciato al primo premio, rispondendo che «le immagini create con l’IA e la fotografia non dovrebbero competere tra loro in un premio come questo. Sono cose diverse. L’intelligenza artificiale non è fotografia. Pertanto non accetterò il premio».
Boris ha dichiarato infatti di aver partecipato al premio solamente per verificare se i grandi concorsi fotografici fossero pronti per le immagini create con l’intelligenza artificiale, valorizzandole come prodotto artistico e allo stesso tempo proteggendo il lavoro dei fotografi.
Lo scatto in bianco e nero di Eldagsen, che immortala due donne malinconiche con uno stile che rimanda ai ritratti familiari degli anni ’40, aveva quindi l’obiettivo critico di «accelerare il processo di presa di coscienza della differenza tra le fotografie scattate da esseri umani e quelle generate dall’intelligenza artificiale da parte degli organizzatori del premio».
Eldagsen ha raccontato tutta la vicenda sul proprio blog e attraverso Instagram, intanto gli organizzatori dei Sony World Photography Awards non hanno rilasciano nessuna dichiarazione e anzi, hanno rimosso l’immagine dell’opera The Electrician dal proprio sito, così come i riferimenti all’artista.
Quella del premio non è stata la prima vetrina in cui si sono poste basi serie per un discorso critico sulle immagini generate con l’intelligenza artificiale, tuttavia l’equivoco, raggiungendo un premio e delle istituzioni come quella del SWPA, permetterà in futuro di tutelare e riconoscere l’unicità e la diversità di ciascun prodotto creativo.
