In Santeria Paladini 8 a Milano, in occasione della serie di incontri organizzati da Curiouser and Curiouser è stato ospite l’artista Kensuke Koike, o come meglio si definisce lui stesso, un “alchimista dell’immagine”.
Il lavoro di Koike parte dalla pittura, è a Venezia, negli anni degli studi, che a causa di circostanze decide di spostare l’attenzione sulle immagini fotografiche, specialmente quelle ingiallite e abbandonate dal tempo, che lo porteranno a sviluppare uno stile vicino al collage, ma anche all’arte cinetica, e alla magia.
La fotografia per Kensuke Koike è un oggetto da trasformare, per questo non ritiene un fotografo, il cui processo creativo è frutto di un attimo, di velocità di esecuzione. Koike impiega anche mesi e mesi prima di riuscire a trovare la combinazione e la disposizione corretta degli elementi, in un metodo creativo tipico dell’arte e della ritualità giapponese in generale.
Dal suo archivio di circa 80mila foto inizia poi un viaggio tra soggetti e volti color seppia, che vengono tagliati, strappati, sovrapposti, combinati, ruotati, ridando una nuovo significato a storie sconosciute. È la semplicità del funzionamento delle opere di Kensuke – ben documentata su Instagram – che attira lo spettatore. Il modo in cui le opere si svelano e deformano creano video che potremmo trovare in una sezione “satisfying”, un risultato ottenuto con la precisione dei tagli, lo studio maniacale della composizione e il movimento.


