Che poi potrei cominciare questo post con una di quelle affermazioni cosmiche, coniate al momento, tipo “l’uomo non esiste”. Ma non lo farò. Siamo solo di passaggio, così inizio, citando il Maestro.
Strutture artificiali, paesaggi post-umani, ambienti ricostruiti. È solo il frutto di una fase di transizione: quella di Lauren Marsolier. L’artista di origine francese che, dal 2005, crea le sue immagini in digitale assemblando elementi di fotografie scattate tra Europa e Stati Uniti.
Come quei pittori che fanno schizzi in luoghi diversi e che li utilizzano come riferimento per le loro opere future, Lauren realizza il suo originale materiale fotografico semplicemente scattando fotografie di paesaggi o strutture da cui è attratta istintivamente, senza avere in mente un’opera finale e che a volte solo dopo anni riesce ad inquadrare e “costruire”. Un po’ come guardare dentro un obiettivo senza averne uno.
Case isolate in mezzo al nulla, montagne russe piovute dal cielo, scivole che non hanno mai scivolato, alberi che crescono rigogliosi nel deserto e alture in pianura. Un metamondo dove il tocco artificiale dell’uomo è presente essendone fisicamente il grande assente. Del resto siamo solo di passaggio.



















