Se esiste un oggetto di uso universale e comprensibile da chiunque nel mondo quello è la bandiera. Fin dal tempo delle crociate, le bandiere rappresentano l’appartenenza di un gruppo di persone a un paese, ma non solo, anche a un credo, a un ideale, a una corrente di pensiero. Pensate ad esempio a quelle dei pirati, delle signorie italiane, dei partiti politici o alla più popolare bandiera arcobaleno della pace.
Per il suo profondo significato e la sua potente forza simbolica, Rirkrit Tiravanija, artista newyorkese nato a Buenos Aires, ha fatto della bandiera un oggetto immancabile della sua ricerca artistica.
Una delle più conosciute è completamente bianca presentando leggere, quasi invisibili, le sagome delle stelle e delle strisce della bandiera americana, sopra di esse a caratteri cubitale appare la scritta “Fear Eats The Soul”. La frase riprende il film Ali: Fear Eats the Soul di Rainer Werner Fassbinder, una di quelle pellicole che a distanza di quarant’anni riesce ad essere ancora particolarmente attuale, trattando temi legati al razzismo e alla lotta di classe.

La stessa bandiera con la frase in italiano è apparsa ieri sulla facciata della Chiesa di San Paolo Converso di Milano, sede della Fondazione Converso che per tutto l’anno ospiterà le opere di Rirkrit Tiravanija tra cui, appunto, sei bandiere che a turno verranno fatte sventolare all’ingresso. La prima è proprio “La Paura Mangia L’Anima” e, sfortunatamente, non potrebbe sposarsi meglio con il clima che si respira al momento in città (e in tutto il Nord Italia), obbligata a chiudere le scuole e i musei a causa dal Coronavirus.
Sebbene rimanga una bandiera bianca, non scambiatela per un gesto di resa.

