Song Ball, una canzone da regalare a chi vuoi bene

Song Ball, una canzone da regalare a chi vuoi bene

Anna Cardaci · 2 mesi fa · Design

Fino agli anni ’90, quando volevamo ascoltare una canzone accendevamo il lettore CD o lo stereo e questa partiva. Oggi la musica si ascolta sulle playlist online di Spotify o tramite i servizi di streaming ed è praticamente scomparsa l’usanza di regalare ad un amico o a una persona cara un CD, un disco in vinile o addirittura, se proprio vogliamo sentirci vecchi, una cassetta. Nel 2019 trovare tutto ciò è un miraggio almeno che non si vada in un negozio di discografia vintage o si acquisti su Amazon il vinile dell’ultimo album uscito del tuo cantante preferito – ovviamente nel caso il formato fosse in commercio. Pierpaolo Lazzarini, un designer italiano, ha voluto trovare una soluzione ricreando il tocco fisico della musica – ormai perso – inventando la “Song Ball” un piccolo oggetto personalizzabile che contiene una sola canzone speciale.

La Song Ball, che il designer descrive come un piccolo “gioiello musicale”, permette a chi l’acquista di inserire al suo interno la canzone che si desidera regalare. Del diametro di 3 cm, la palla può essere personalizzata e realizzata in diversi materiali: in plastica, in legno o in metallo prezioso. Questa è dunque una sorta di mini cassa che, una volta accesa, riproduce in loop la canzone scelta.
Ogni Song Ball viene consegnata con inciso lungo la sua circonferenza il nome dell’artista o della band, il titolo della canzone scelta e l’anno in cui viene regalata.

Poiché ogni canzone rappresenta un momento unico e memorabile, le possibilità di personalizzazione sono innumerevoli. È infatti possibile incidere un messaggio individuale o una firma. La pallina viene data in una confezione che contiene anche il testo della canzone scelta.

Songball | Collater.al 2
Songball | Collater.al 1
Songball | Collater.al 1
Songball | Collater.al 1
Songball | Collater.al 1
Songball | Collater.al 1
Songball | Collater.al 1
Song Ball, una canzone da regalare a chi vuoi bene
Design
Song Ball, una canzone da regalare a chi vuoi bene
Song Ball, una canzone da regalare a chi vuoi bene
1 · 10
2 · 10
3 · 10
4 · 10
5 · 10
6 · 10
7 · 10
8 · 10
9 · 10
10 · 10
Bent Pool, la piscina ad arco di Elmgreen&Dragset

Bent Pool, la piscina ad arco di Elmgreen&Dragset

Giulia Guido · 2 mesi fa · Design

Negli ultimi dieci anni Miami è stata messa a dura prova da tempeste, uragani e piogge. Lentamente ma in modo inesorabile il livello del mare continua ad alzarsi, mentre le spiagge continuano a riempirsi di palazzi e grattacieli. Questi sono solo alcuni dei motivi che hanno portato alla sempre più crescente costruzione di piscine in città, in pratica quasi ogni casa e complesso edilizio ne ha una. 

Il duo di artisti scandinavo formato da Michael Elmgreen e Ingar Dragset, per celebrare questa nuova tradizione architettonica di Miami, ma anche per sensibilizzare sulle problematiche legate al cambiamento climatico, ha presentato Bent Pool

Si tratta di una piscina ovale piegata su se stessa che forma un arco alto 20 piedi, circa 6 metri, posta davanti al Convention Center di Miami, dove ogni anno in questo periodo prende il via l’Art Basel di Miami. 

La scultura, con tanto di trampolino, superficie azzurra e luci, ovviamente non può essere riempita, ma la sua forma a “U” ribaltata è stata scelta appositamente per emulare gli archi, strutture architettoniche nate per marcare gli ingressi nelle città. Al contrario di questi ultimi, sotto alla Bent Pool si può passare uno alla volta, trasformando la scultura in un’opera immersiva. 

bent pool by elmgreen and dragset | Collater.al
bent pool by elmgreen and dragset | Collater.al
bent pool by elmgreen and dragset | Collater.al
Bent Pool, la piscina ad arco di Elmgreen&Dragset
Design
Bent Pool, la piscina ad arco di Elmgreen&Dragset
Bent Pool, la piscina ad arco di Elmgreen&Dragset
1 · 5
2 · 5
3 · 5
4 · 5
5 · 5
Cubic Clock, l’orologio a forma di cubo di Nendo

Cubic Clock, l’orologio a forma di cubo di Nendo

Giulia Guido · 2 mesi fa · Design

Trasformare qualsiasi oggetto in un pezzo di design unico è la caratteristica principale di Nendo, quella che ha reso lo studio di design giapponese leader del settore e l’ultimo oggetto realizzato lo conferma. 

Si chiama Cubic Clock e, come si può intuire dal nome, è un orologio di alluminio a forma di cubo. Mentre un vertice è stato tagliato per permettere all’oggetto di rimanere in equilibrio, un altro spigolo è stato sezionato per ricavare le lancette. Due volte al giorno, precisamente a mezzanotte e a mezzogiorno, le lancette tornano alla loro posizione originaria e il Cubic Clock torna ad essere un vero e proprio cubo. 

Nendo ha progettato questo piccolo pezzo di design in occasione del 40° anniversario di The Hour Glass, e sarà venduto esclusivamente durante la mostra Then Now Beyond allestita all’interno dello store The Hour Glass di Singapore fino al 31 gennaio 2020.

Sfortunatamente sono stati realizzati sono 10 esemplari del Cubic Clock. 

Cubic Clock, l’orologio a forma di cubo di Nendo
Design
Cubic Clock, l’orologio a forma di cubo di Nendo
Cubic Clock, l’orologio a forma di cubo di Nendo
1 · 13
2 · 13
3 · 13
4 · 13
5 · 13
6 · 13
7 · 13
8 · 13
9 · 13
10 · 13
11 · 13
12 · 13
13 · 13
Citicape House, l’edificio avvolto da 400.000 piante

Citicape House, l’edificio avvolto da 400.000 piante

Anna Cardaci · 2 mesi fa · Design

Lo studio di architettura e interior design Sheppard Robson, ha ufficializzato il progetto Citicape House, un edificio che verrà costruito nel cuore di Londra e che mira a contribuire al miglioramento dell’aria della città. In questo periodo il tema dell’ambientalismo è molto vivo, ed è questo il motivo per cui la capitale inglese vuole mostrarsi avanguardista con un progetto totalmente eco-friendly.

L’edificio verrà completato nel 2024 e creerà un’aggiunta architettonica distintiva al quartiere finanziario della City of London. Ciò che contraddistinguerà la struttura rispetto a quelle già esistenti nella zona saranno le facciate completamente avvolte da circa 400.000 piante. Quest’ultime hanno l’obiettivo di catturare ogni anno oltre otto tonnellate di carbonio, producendone sei di ossigeno e abbassare la temperatura locale da tre a cinque gradi Celsius entro pochi anni. 

La parete contribuirà dunque in modo significativo al miglioramento della qualità dell’aria locale e all’inverdimento della zona così da dimostrare che le strutture, se progettate in questo modo, possono essere in grado di apportare miglioramenti e trovare una soluzione per il cambiamento climatico e l’inquinamento atmosferico.

Una volta completata, la Citicape House si svilupperà su 11 piani e ospiterà il 328-key, un hotel a cinque stelle dotato di spazi di lavoro, aree di co-working, uno sky-bar al decimo piano, spazi per riunioni ed eventi, una spa e un ristorante al piano terra. 

Le piante che avvolgono l’edificio si estendono fino al tetto dove vi sono degli spazi progettati per la fioritura di specie di piante autoctone. Qui sarà presente un secondo ristorante ristorante che offrirà una vista panoramica sulla Cattedrale di St. Paul, sul Santo Sepolcro e su tutto lo skyline della città.

Citicape House, l’edificio avvolto da 400.000 piante
Design
Citicape House, l’edificio avvolto da 400.000 piante
Citicape House, l’edificio avvolto da 400.000 piante
1 · 8
2 · 8
3 · 8
4 · 8
5 · 8
6 · 8
7 · 8
8 · 8
Stilt Studios, le case-palafitta di Alexis Dornier

Stilt Studios, le case-palafitta di Alexis Dornier

Giulia Guido · 1 mese fa · Design

Chi non ha mai sognato di vivere in una casa immersa tra gli alberi, senza pareti e senza vicini? Alexis Dornier, con il suo ultimo progetto Stilt Studios, sembra dare forma a tutti nostri sogni. 

Alexis è nato in Germania dove ha intrapreso gli studi di architettura alla Berlin University of the Arts. Successivamente si è trasferito a New York, finché nel 2013 ha deciso di trasferirsi a Ubud Bali, scelta che ha cambiato radicalmente la sua carriera. È proprio qui, infatti, che inizia a lavorare come consulente di progetti architettonici progettati e realizzati localmente, passando poi col tempo a lavorare in autonomia.

L’ultimo progetto che lo vede coinvolto si chiama – come anticipato – Stilt Studios e unisce la sempre più recente tendenza alla progettazione di case prefabbricate e la tradizione architettonica di Bali. 

stilt studios alexis dornier | Collater.al

Le Stilt Studios sono piccole case costruite su palafitte che possono essere trasportate e spostate da un posto all’altro con facilità. L’idea è venuta ad Alexis Dornier mentre cercava di trovare una soluzione all’attuale situazione presente a Bali, dove molti terreni sono in affitto ma solo per un numero limitato di anni. 

Le case quindi possono essere posizionate nel mezzo di interminabili pianure, sulla cima di colline, nascosta nella foresta o, addirittura, nel cortile di casa e usata come studio personale. Oltre a essere rialzate rispetto al terreno, le Stilt Studios presentano ampi portici, un sistema di raccolta dell’acqua piovana e pannelli solari, rendendo la casa quasi totalmente ecosostenibile. 

Stilt Studios, le case-palafitta di Alexis Dornier
Design
Stilt Studios, le case-palafitta di Alexis Dornier
Stilt Studios, le case-palafitta di Alexis Dornier
1 · 7
2 · 7
3 · 7
4 · 7
5 · 7
6 · 7
7 · 7