E se la magia delle feste, invece di prendere forma sullo schermo, nascesse da un foglio di carta e da una matita? Per la campagna Holiday 2026, Prada abbandona per un momento la perfezione delle immagini digitali e si affida al disegno a mano, trasformando il Natale in un piccolo universo animato in cui personaggi reali e immaginari si incontrano.
Con Drawing Prada, la maison milanese sceglie l’animazione tradizionale per raccontare la magia delle feste attraverso un universo di personaggi e scenari immaginari. La campagna Holiday 2026, firmata dai direttori creativi Miuccia Prada e Raf Simons, unisce fotografia e disegno a mano, dando vita a un dialogo tra realtà e fantasia.


In un momento in cui le immagini vengono generate, modificate e perfezionate attraverso strumenti digitali, scegliere il disegno a mano significa anche riconoscere il valore del tempo, dell’imperfezione e del lavoro artigianale. Ogni linea conserva qualcosa del gesto che l’ha prodotta, ogni personaggio prende forma attraverso un processo fatto di scelte, tentativi e dettagli. La carta diventa così uno spazio di libertà, dove l’immaginazione non deve necessariamente aderire alla realtà, ma può reinventarla.
A interpretare questo mondo sono gli Ambassador Chen Haoyu, Maya Hawke, Sadie Sink e Kelvin Harrison Jr., insieme a Luther Ford. Gli scatti portano la firma di Glen Luchford, mentre la direzione dell’animazione è affidata a John Pomeroy, affiancato dalla direzione creativa della campagna di Ferdinando Verderi. Pomeroy è uno storico animatore statunitense che ha iniziato la sua carriera in Disney nel 1973. Nel corso degli anni ha lavorato a classici come The Secret of NIMH, An American Tail e The Land Before Time, per poi tornare a Disney come supervisore dell’animazione di Pocahontas e Fantasia 2000

Più che un semplice scenario festivo, Drawing Prada è un esperimento visivo che rimette al centro il lavoro artigianale e la capacità del disegno di costruire storie. La scelta dell’animazione realizzata a mano restituisce alla campagna una dimensione narrativa e cinematografica, in cui l’immaginazione incontra l’identità contemporanea della maison.



