Style adidas Originals e AW LAB: quando l’estetica Y2K incontra il nuovo streetwear
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adidas Originals e AW LAB: quando l’estetica Y2K incontra il nuovo streetwear

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Arianna Maria Leva

Uno shooting tra Milano, riferimenti rétro e identità personali rilegge l’estetica dei primi anni Duemila attraverso uno sguardo contemporaneo. Realizzato da Collater.al Studio per AW LAB e adidas Originals, il progetto mette in dialogo silhouette sportive, capi casual e abbinamenti che reinterpretano i codici dello streetwear, lasciando spazio alle individualità dei protagonisti.

Nato negli ambienti sportivi e poi entrato a pieno titolo nella cultura urbana, lo stile running è diventato un riferimento per la moda contemporanea. Volumi tecnici, dettagli funzionali e richiami al passato convivono oggi con nuove combinazioni di forme e colori, trasformando l’abbigliamento sportivo in un terreno di sperimentazione personale. È da questo incontro tra eredità Y2K e sensibilità attuali che prende forma lo shooting, in cui scarpe e abiti contribuiscono insieme a definire un immaginario libero da un’unica idea di stile.

Ambientata a Milano, la campagna si muove tra architetture contemporanee, spazi urbani aperti e dettagli di styling che richiamano l’immaginario Y2K, senza limitarsi a riprodurlo. Il risultato è un dialogo tra epoche diverse, in cui il passato non viene trattato come un repertorio da copiare, ma come una raccolta di codici da reinterpretare attraverso sensibilità individuali.

Il ritorno degli anni Duemila, senza nostalgia

L’estetica Y2K è fatta di contrasti, materiali tecnici e superfici lucide, volumi sportivi, accessori evidenti e un rapporto con l’immagine profondamente legato alla cultura digitale. Ma riportare questi elementi nel presente non significa ricostruire fedelmente un guardaroba del 2000. La sfida è capire quali dettagli siano ancora capaci di parlare alle nuove generazioni e come possano convivere con un modo di vestire più libero, personale e contaminato.

La direzione artistica della campagna lavora proprio su questa distanza temporale. Flash diretto, grana, colori intensi e inquadrature dinamiche evocano una fotografia spontanea, vicina all’estetica delle immagini digitali dei primi anni Duemila. La ripresa a mano libera e il movimento, invece, restituiscono un’energia contemporanea, fatta di gesti naturali e momenti che sembrano sottratti alla costruzione tradizionale di una campagna fashion. Non si tratta, quindi, di ricreare un’epoca attraverso un filtro nostalgico. L’intenzione è far convivere i suoi riferimenti con la realtà di oggi, lasciando che siano i protagonisti, i loro look e il paesaggio urbano a costruire il significato delle immagini.

L’estetica rétro da running dei primi anni 2000

A definire l’immaginario della campagna sono soprattutto le forme e i contrasti dei prodotti. Le adidas Control 5 e Formotion F50 si distinguono per silhouette e dettagli che dialogano con lo styling, tra volumi dinamici, linee distintive e richiami all’archivio del brand. Due modelli che, reinterpretati in chiave contemporanea, superano i confini del mondo adidas per inserirsi in un guardaroba quotidiano, dove design e identità visiva diventano parte integrante del look.

La collezione si sviluppa attraverso un gioco di proporzioni e accostamenti cromatici. Alle sneaker dalle costruzioni strutturate si affiancano track jacket iconiche del brand rivisitate nei toni del borgogna e del malva, con effetto suede o tessuto velour, pantaloni ampi, camicie chiare e calze a vista. I colori alternano tonalità neutre a interventi più intensi, mentre i volumi rilassati allontanano i capi dalla sola dimensione della performance. Il risultato è uno styling in cui gli elementi sportivi non vengono isolati, ma combinati con pezzi e proporzioni che appartengono alla quotidianità. Accanto alle sneaker, ci sono i capi iconici di adidas Originals a definire il carattere dello shooting: felpe e pantaloni sportivi con le celebri tre strisce, silhouette rilassate e dettagli rétro che richiamano l’archivio del brand.

Tra i modelli che caratterizzano lo shooting ci sono anche le Handball Spezial, che nella versione cow print aggiungono una nota grafica più audace alla collezione. Nate nel 1979 come scarpe da pallamano indoor, sono diventate nel tempo un riferimento dello stile adidas Originals. La stampa bianca e nera, ispirata al manto bovino, interrompe la continuità delle silhouette rétro con un motivo deciso, mentre le tre strisce e la suola color gomma mantengono un legame riconoscibile con l’archivio sportivo del brand.

Abbinate a pantaloni Firebird Track, con vestibilità ampia e moderna, e calze bianche a vista, trasformano un modello dall’eredità vintage in un elemento distintivo del look contemporaneo. Elementi nati in relazione alla performance sono diventati, nel tempo, parte del vocabolario dello streetwear. È un passaggio che adidas Originals ha già esplorato anche attraverso il recupero del proprio archivio: nel 2024, con la collezione 2000 Running, il brand ha riportato l’attenzione su modelli e codici visivi del periodo, mettendo in relazione memoria sportiva e cultura contemporanea.

Nello shooting per AW LAB, questa eredità viene tradotta attraverso uno styling che accosta riferimenti sportivi, capi casual e dettagli più audaci. Le scarpe entrano nella quotidianità dei protagonisti, dialogano con pantaloni ampi, calze a vista e silhouette rilassate, diventando parte di un look che non ha bisogno di aderire a un’unica definizione di streetwear.

Anche i dettagli contano, e una sneaker dalla forte presenza visiva può cambiare la percezione di un outfit essenziale, mentre una combinazione più sperimentale la trasforma in un elemento di continuità tra abbigliamento, movimento e attitudine. Il prodotto non viene isolato dal contesto, ma osservato nel modo in cui viene indossato e interpretato. È qui che il riferimento agli anni Duemila acquista una dimensione attuale: non nella ripetizione letterale di un’estetica passata, ma nella possibilità di riutilizzarne le forme per costruire qualcosa di personale.

Due talent, due modi di abitare lo stile

A dare corpo a questa visione sono Alva Luna e Leonardo Dovich, due talent che interpretano la campagna a partire da sensibilità differenti.

Alva Luna si muove tra moda, styling, cucito e pittura, portando con sé un approccio creativo che attraversa discipline diverse. Leonardo Dovich costruisce invece il proprio immaginario attraverso contenuti che intrecciano viaggi, moda e momenti di vita personale. Due percorsi distinti, che contribuiscono a restituire un’idea di stile non rigidamente definita, ma in continua evoluzione.

Il progetto si sviluppa anche attraverso una serie di video e interviste, pensati per approfondire il rapporto dei protagonisti con la propria identità, i riferimenti estetici dei primi anni Duemila e adidas. Il racconto si sposta così dalle immagini alla voce, non soltanto come si indossa una sneaker, ma che cosa succede quando un oggetto entra nella memoria personale e diventa parte del proprio modo di esprimersi.

È proprio la varietà dei modelli e degli abbinamenti a rendere interessante lo shooting. Le sneaker non funzionano come elementi isolati da mettere in primo piano, ma entrano in relazione con gli altri capi: una suola strutturata incontra un pantalone dal taglio ampio, una giacca sportiva si combina con tonalità più delicate, mentre un dettaglio cromatico può cambiare il carattere di un look altrimenti essenziale. Il prodotto assume un significato diverso a seconda di chi lo indossa, non è più soltanto una silhouette riconoscibile, ma un elemento che attraversa esperienze, gusti e riferimenti culturali differenti. La campagna trova qui il proprio punto di equilibrio: mantenere la scarpa al centro, lasciando però spazio alle individualità che la interpretano.

Un’icona non appartiene solo a un’epoca

Il ritorno dei codici Y2K non interessa soltanto per la possibilità di recuperare un’estetica del passato, ma per il modo in cui questa può essere trasformata attraverso nuove combinazioni. Una silhouette sportiva, una giacca dalle linee rétro o un paio di pantaloni ampi cambiano significato quando vengono inseriti in un insieme che riflette gusti e personalità differenti.

Con questo progetto, Collater.al Studio, AW LAB e adidas Originals raccontano proprio questa possibilità: far convivere riferimenti sportivi, abbigliamento casual e sensibilità individuali senza ricondurli a un’unica idea di streetwear. Più che ricostruire un’epoca, lo shooting ne recupera alcuni codici e li mette alla prova nel presente.

Perché lo streetwear, quando funziona davvero, non consiste nell’indossare gli stessi codici degli altri, ma nel trovare il modo di farli propri. E una sneaker ispirata a un’altra epoca può diventare contemporanea proprio nel momento in cui smette di raccontare soltanto da dove viene e comincia a raccontare chi la indossa.

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Scritto da Arianna Maria Leva

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