Style C.P. Company racconta trent’anni di storia in Corea del Sud attraverso abiti e persone
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C.P. Company racconta trent’anni di storia in Corea del Sud attraverso abiti e persone

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Arianna Maria Leva

Nel 2026, il marchio C.P. Company celebra trent’anni di presenza in Corea del Sud con 996-026. Memories of Italian Sportswear in South Korea, è una mostra che ripercorre il percorso del marchio nel Paese attraverso capi d’archivio, fotografie e testimonianze della scena creativa locale. Un’occasione per raccontare come, dal primo flagship store aperto a Seoul nel 1996, il dialogo tra lo sportswear italiano e la cultura sudcoreana abbia costruito una storia condivisa.

Ospitata nel flagship store del marchio a Seoul, la mostra non si è limitata a ricostruire l’evoluzione del brand attraverso i suoi capi d’archivio. Al centro ci sono anche le persone che, nel corso degli anni, hanno contribuito a renderlo parte della scena creativa locale.

La storia comincia prima dell’apertura del primo negozio sudcoreano. Nel 1993, Choi Jin Won, fondatore di GF Fashion, incontra C.P. Company nel flagship store di New York e rimane colpito dalla ricerca sui materiali, dagli effetti della tintura in capo e dall’attenzione dedicata a ogni dettaglio. Tre anni dopo inaugura il primo flagship store del marchio in Corea del Sud, dando inizio a una collaborazione che continua ancora oggi attraverso le rispettive famiglie.

Il percorso espositivo si sviluppa su due livelli. Il primo ripercorre le origini del marchio, fondato da Massimo Osti nel 1971 con il nome Chester Perry e diventato C.P. Company nel 1978. Accanto a capi provenienti dall’archivio, viene ricostruito lo studio del designer, per restituire uno sguardo sul metodo di ricerca che ha contribuito a definire l’identità del brand. Il secondo livello guarda invece al periodo 1996-2026 attraverso trenta ritratti di personalità della scena creativa sudcoreana, provenienti da mondi diversi, tra cui cinema, musica, arte e moda.

Ogni protagonista è fotografato con un capo d’archivio oppure con un pezzo del proprio guardaroba personale, scelto per il significato che porta con sé. Gli abiti diventano così il punto di partenza per raccontare esperienze individuali, ricordi e legami costruiti nel tempo. La mostra è accompagnata da una pubblicazione editoriale che raccoglie questi ritratti e le storie dei partecipanti.

Anche l’allestimento riflette l’approccio di C.P. Company alla cultura del progetto. Sulla facciata del flagship store, una selezione di Goggle Jacket tinte in diversi colori crea un gradiente visivo che mette in evidenza una delle tecniche più rappresentative del marchio. All’interno, i capi sono esposti in teche trasparenti, riprendendo un metodo introdotto da Massimo Osti negli anni Ottanta per valorizzare materiali, costruzioni e processi produttivi.

Con 996-026. Memories of Italian Sportswear in South Korea, C.P. Company guarda quindi alla propria storia senza separarla dalle persone che l’hanno attraversata. Il traguardo dei trent’anni non diventa soltanto l’occasione per celebrare un percorso commerciale, ma un modo per osservare come un linguaggio nato in Italia abbia trovato nuove interpretazioni in un contesto culturale diverso. Perché l’identità di un brand non si costruisce soltanto attraverso ciò che produce, ma anche attraverso le storie che i suoi capi finiscono per custodire.

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Scritto da Arianna Maria Leva

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