Art Rae Klein: quando la maschera diventa carne
Artpainting

Rae Klein: quando la maschera diventa carne

-
Arianna Maria Leva

Rae Klein non ha il percorso tipico dell’artista da gallery system, cresciuta in una piccola cittadina del Michigan priva di una vera comunità artistica, ha iniziato a condividere il proprio lavoro online, e prima ancora di scegliere la pittura aveva pensato di diventare infermiera. Solo al terzo anno di università si è spostata sulla pittura, laureandosi alla Eastern Michigan University nel 2017. Non è mai passata da una scuola di specializzazione, né si è trasferita a New York come vorrebbe la trafila classica, nel 2022 Art News la descriveva come una pittrice priva dei tipici segnali distintivi del mondo dell’arte, ma con un vasto numero di follower su Instagram, un pubblico costruito prima ancora delle gallerie, e che ha di fatto sostituito il master. Klein è rimasta in Michigan per scelta, preferisce lavorare in studio tutto il giorno, in solitudine, senza il bisogno di una grande città per sostenere la propria pratica. 

Un vocabolario fatto di oggetti trovati

La pittura di Rae Klein nasce da un archivio di oggetti recuperati tra eBay, mercatini dell’usato, negozi di antiquariato e aste online. I soggetti rappresentati, Candelabri, cani, finestre, fontane o castelli non vengono scelti per essere riprodotti fedelmente, ma diventano gli elementi di un lessico personale, immagini che l’artista combina come fossero parole alla ricerca di significati sempre nuovi. È la stessa Klein a descrivere questo processo come uno scorrere continuo di un vocabolario visivo, in attesa che emerga l’accostamento giusto.

Anche il metodo di lavoro oscilla tra controllo e spontaneità. Dopo gli anni della formazione, segnati da piccoli dipinti estremamente meticolosi, la sua pratica si è aperta a una pittura più libera e materica, sempre realizzata a olio su lino. Il colore segue una logica altrettanto intuitiva, le tonalità terrose sono riservate a figure, animali e candele, mentre gli elementi architettonici o meccanici vengono trattati con palette differenti. Accanto alle opere più studiate convivono poi dipinti nati d’impulso, eseguiti senza preparazione, come un contrappunto necessario ai lavori più rigorosamente pianificati.

Volti raddoppiati, animali sospesi, la superficie come soggetto

Il nucleo concettuale del lavoro di Klein è la messa in scena stessa, non ciò che nasconderebbe. La sua arte “spettralizza”: oggetti decorativi, animali reali e immaginari, il volto umano diventano dispositivi concettuali capaci di far coesistere presenza e assenza nella stessa immagine. I volti, quando compaiono, sono quasi sempre oscurati, mentre fiori e conchiglie vengono inseriti in composizione come veri e propri portali. Non è un caso che ricorra il tema del doppio: in un’opera del 2024, come racconta l’artista, la ripetizione di un cane sovrapposto tre volte a se stesso si è trasformata, nel dipinto successivo, nel volto di una donna raddoppiato in qualcosa di più inquietante, un doppelgänger malevolo nascosto dietro la propria immagine. Cani, cavalli e sfingi fluttuano spesso in cieli monocromatici, sganciati da ogni contesto, una sospensione che, come nota la stessa galleria, mette in discussione i confini tra addomesticamento e istinto, tra ciò che crediamo di controllare e ciò che semplicemente si è adattato a starci vicino.

Rae Klein
Rae Klein


Artpainting
Scritto da Arianna Maria Leva

Editor's Picks

x
Ascolta su