Design TAM TAM: l’organismo architettonico in continua trasformazione
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TAM TAM: l’organismo architettonico in continua trasformazione

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Collater.al Contributors

Dopo il debutto milanese durante la mostra-evento Cre-Action di Interni al Fuorisalone 2025, TAM TAM. Tempio, Azione, Movimento approda a Roma, nel cortile della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea. Firmata dallo studio Alvisi Kirimoto e realizzata con il supporto di COREPLA, l’installazione sarà visitabile fino all’8 dicembre 2025, come parte del numero speciale di Interni dedicato alla Capitale: Roma, eternal change.

Con una base di sei metri per lato e un’altezza di cinque, TAM TAM si impone come un organismo architettonico in trasformazione. Sei colonne di diametri diversi reinterpretano i principi classici di firmitas, utilitas e venustas in chiave dinamica: non più elementi statici, ma corpi mobili che il pubblico è invitato a spostare e riorganizzare. Ogni gesto diventa parte del progetto, un rito collettivo che parla di relazioni, equilibrio e fragilità.

«Siamo partiti dall’idea di tempio, ma volevamo che fosse vivo», racconta Junko Kirimoto, co-fondatrice dello studio. «Un’architettura che cambia con chi la attraversa, che diventa dialogo, incontro, esperienza sensibile».

Il bianco assoluto della struttura lascia spazio alla possibilità: un luogo ancora da scrivere, dove il vuoto, i movimenti e la luce costruiscono narrazioni sempre diverse. È un invito a partecipare, a spostare, a ripensare il modo in cui abitiamo lo spazio.

Realizzata interamente in plastica riciclata, grazie alla collaborazione con COREPLA – il Consorzio Nazionale per la Raccolta, il Riciclo e il Recupero degli Imballaggi in Plastica – l’opera è anche un manifesto sulla circolarità dei materiali. «TAM TAM è un gesto simbolico e concreto che riflette sul nostro rapporto con l’ambiente e sul ruolo dell’arte come motore di consapevolezza collettiva», afferma Giovanni Cassuti, presidente di COREPLA.

Dopo Roma, l’installazione continuerà il suo viaggio, pronta a reinventarsi ogni volta in un nuovo contesto. Un progetto itinerante che mette in scena la visione di Alvisi Kirimoto: un’architettura aperta, in movimento, capace di respirare con chi la vive.

ph. courtesy ©Luca Santini

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Scritto da Collater.al Contributors

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