Photography Viviana Bonura è nata dal sale
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Viviana Bonura è nata dal sale

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I progetti personali della giovane fotografa Viviana Bonura (1999, Palermo) ruotano principalmente attorno al ritratto, con una particolare predilezione per l’autoritratto, così come alla fotografia documentaristica permeata da toni intimi e personali. Spesso i suoi scatti sono accompagnati da testi brevi, ma densi di intimità. Uno dei suoi progetti più interessanti secondo noi è Born from salt – esposto nella prossima edizione di Liquida Photofestival di Torino dal 2 al 5 maggio -, che esplora il tema dell’autoricostruzione e della rinascita.

Il nome del progetto deriva da un sogno in cui invece degli uteri, gli esseri umani sono nati da una specie di materia che segna chi siamo. Perciò, sono nata dal sale. Bianco come la mia pelle, ferma e pesante. Il sale è notoriamente usato per conservare le cose, ma in alcune storie è protagonista di riti superstiziosi. È segno di sfortuna se buttato sul tavolo per errore, ma è anche un potente depuratore dalle energie negative. Il sale allontana i mostri. 

Viviana Bonura

Attraverso il suo approccio innovativo e introspettivo alla fotografia, Viviana Bonura invita gli spettatori a riflettere sulle complessità dell’identità, sulle narrazioni che costruiamo e sul potere trasformativo dell’espressione di sé. Nella ricerca di individualità, che nondimeno riconosce l’interferenza di influenze esterne, sia familiari che culturali, l’opera di Bonura si trasforma in una dimensione collettiva e sociale, sovrapponendo la propria storia personale al panorama politico attraverso atti di autodeterminazione. Born from salt funge da approfondita indagine sulla fonte delle fratture, si immerge nell’abisso dei traumi ereditari, delle mostruosità e della connessione tra il sogno e la realtà.

Courtesy Viviana Bonura

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Scritto da Collater.al Contributors

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