Design 10 moke per celebrare (finalmente) il Moka Day
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10 moke per celebrare (finalmente) il Moka Day

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Giulia Guido

Il 21 aprile, tra tutte le giornate internazionali possibili, diciamolo: era davvero arrivato il momento di dedicarne una alla moka.

In concomitanza con la Giornata Mondiale della Creatività e dell’Innovazione nasce ufficialmente il Moka Day, una celebrazione che rende omaggio a uno degli oggetti più riconoscibili e amati del design italiano. Un’icona domestica che ha attraversato quasi un secolo di storia senza perdere la sua funzione, né il suo immaginario: il caffè che sale, il borbottio che annuncia il momento giusto, il profumo che riempie l’aria.

La sua storia è ormai leggenda. Quando la Moka Express appare nei primi anni Trenta, porta nelle case una piccola rivoluzione: il caffè esce dai bar ed entra nella dimensione domestica. Da allora, la moka non è mai uscita davvero dalle case italiane, e non solo.

Sì, oggi ci sono capsule, macchine automatiche, sistemi iper-tecnologici e rituali sempre più veloci. Ma la moka resta un punto fermo: un oggetto che non è soltanto funzionale, ma culturale. È design, memoria, gesto quotidiano. È tempo che si misura in attesa.

Per celebrare questo primo Moka Day, abbiamo raccolto 10 moke iconiche, storiche e contemporanee: oggetti che raccontano come un utensile da cucina possa diventare un pezzo di immaginario collettivo.

The ATOMIC – Giordano Robbiati, 1946
Tra le prime evoluzioni del dopoguerra, la Atomic conserva un’estetica tecnica e robusta e racconta la fase in cui il caffè domestico diventa definitivamente parte della quotidianità italiana.

La Conica – Aldo Rossi (1984)
Una delle interpretazioni più iconiche del design italiano, dove un oggetto diventa architettura in miniatura: geometrica, riconoscibile, quasi monumentale.

Lagostina Coffee Set – Ettore Sottsass, Matteo Thun (1984)
Un progetto che ci porta nel territorio del design sperimentale degli anni ’80. Colore, composizione e linguaggio progettuale trasformano l’oggetto in un sistema più ampio, quasi scenografico.

La Pavoni – Caffettiera Opera, Cini Boeri (1989)
Un approccio essenziale e rigoroso. La firma di Cini Boeri si riconosce nella pulizia formale e nella riduzione dell’oggetto alla sua funzione primaria.

MACH Italian moka coffee maker – Isao Hosoe (1993)
Un progetto che interpreta la moka come macchina contemporanea, giocando con ergonomia e precisione industriale.

Lazaniezani – Ettore Sottsass per Zani&Zani (1998)
Un oggetto che porta il linguaggio di Sottsass nella dimensione domestica, tra colore, ironia e una forte identità formale.

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Pulcina – Michele De Lucchi per Alessi
Un progetto che unisce funzionalità e ricerca formale. Le sue linee morbide e scultoree reinterpretano il gesto del caffè in chiave contemporanea.

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Ossidiana – Mario Trimarchi (2014)
Dal forte carattere materico, l’Ossidiana richiama forme naturali e quasi geologiche, trasformando l’oggetto in presenza scultorea.

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MOKY – Davide Bozzo (2015)
Un esempio di design recente che propone una reinterpretazione minimale, con un’attenzione all’evoluzione delle abitudini domestiche.

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Turbo Moka – Matteo Frontini (2025)
Una reinterpretazione contemporanea che lavora sull’idea di performance e accelerazione, senza perdere il riferimento al rito originario.

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Scritto da Giulia Guido

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