Design 100 Chairs in 100 Days di Martino Gamper entra in una collezione museale internazionale
Designproduct design

100 Chairs in 100 Days di Martino Gamper entra in una collezione museale internazionale

Dopo quasi vent'anni nell'archivio di Nilufar, l'intera serie di 100 Chairs in 100 Days di Martino Gamper è stata acquisita da un'istituzione museale internazionale ancora da svelare
-
Anna Frattini

Cento sedie raccolte dalla strada, smontate, ricombinate, restituite al mondo in forma nuova. Quasi vent’anni dopo la sua realizzazione, 100 Chairs in 100 Days di Martino Gamper lascia l’archivio di Nilufar per entrare in una collezione museale internazionale. L’intera serie, tutte e cento le sedute prodotte a Londra nel 2007, è stata acquisita da un’importante istituzione il cui nome sarà annunciato nei prossimi mesi.

La notizia non è solo un passaggio di proprietà: è il riconoscimento istituzionale di un progetto che ha contribuito a riscrivere i termini del dibattito sul design contemporaneo, mettendo al centro concetti come riuso, autorialità e processo. Un’opera che non si è mai esaurita nel suo prodotto finale, le cento sedie, ma che ha continuato a vivere attraverso mostre, prestiti, pubblicazioni e interventi site-specific in giro per il mondo.

Il progetto nasce da un gesto apparentemente elementare: Gamper raccoglie sedie dismesse dalla strada, da abitazioni private, dai mercatini dell’usato, e per cento giorni consecutivi ne trasforma una al giorno attraverso operazioni di taglio, assemblaggio e innesto. Il risultato è una serie di oggetti ibridi che sfidano le categorie tradizionali del design senza mai smettere di essere riconoscibili come sedie. Non si tratta di perfezione formale, ma di intuizione, improvvisazione, dialogo tra materiali e storie diverse.

100 Chairs in 100 Days

A rendere possibile la conservazione integrale dell’opera è stata Nina Yashar, fondatrice di Nilufar, che nel 2009 acquisì l’intera serie e ne curò la presentazione alla Triennale di Milano. Una scelta controcorrente, in un mercato che tende a disperdere i corpus, a frammentare le opere in pezzi singoli destinati a collezionisti diversi. Yashar ha invece trattato il progetto come un unicum narrativo: cento parti di un racconto che perde senso se separato.

100 Chairs in 100 Days

Nel corso degli anni, 100 Chairs in 100 Days ha viaggiato tra istituzioni di cinque continenti, dal Benaki Museum di Atene al MIMOCA in Giappone, dall’RMIT Design Hub di Melbourne alla City Gallery Wellington, accumulando una storia espositiva che pochi progetti di design possono vantare. In alcune occasioni Gamper ha affiancato alla serie originale una nuova “centesima sedia”, realizzata con materiali reperiti localmente: un gesto che ribadisce il carattere aperto e processuale di un’opera che non si è mai davvero conclusa.

100 Chairs in 100 Days

Prima del trasferimento nella nuova collezione, Nilufar offrirà un’ultima occasione per vedere il progetto: il 30 giugno 2026, una selezione delle cento sedie sarà riunita presso il Nilufar Warehouse. Durante la serata, Gamper realizzerà un intervento di restauro sulle opere, proseguendo quella pratica di cura attiva che ha sempre accompagnato la vita pubblica del progetto.

ph. cover courtesy Fabrizio Marchesi

Designproduct design
Scritto da Anna Frattini

Editor's Picks

x
Ascolta su