5 libri sulla moda usciti nel 2021 che vi svoltano il Natale

5 libri sulla moda usciti nel 2021 che vi svoltano il Natale

Andrea Tuzio · 2 anni fa · Style

Alzi la mano chi ha già comprato tutti i regali di Natale.
Chi vi scrive fa parte di quella categoria di persone che si riduce costantemente all’ultimo minuto utile, tipo il 23 dicembre alle 18. Se anche voi fate parte come me di questa schiera di persone che tendono a rimandare e procrastinare e ha quindi un rapporto conflittuale con l’acquisto dei regali di Natale state tranquilli, perché quest’anno ho deciso di dare una mano – a me stesso e a voi che leggete – mettendo insieme 5 libri sulla moda usciti nel 2021 da regalare questo Natale. Prego.

  1. Pucci TASCHEN

Una versione aggiornata e XL che rappresenta un vero e proprio viaggio nel mondo della maison Pucci e di uno dei personaggi più influenti e geniali della moda italiana e internazionale. 
“Il principe delle stampe” ha avuto il merito di far diventare il Made in Italy un punto di riferimento in tutto il mondo grazie a una storia fatta si charme, raffinatezza, libertà espressiva e scelte audaci che questo volume racconta. 
Schizzi e disegni inediti provenienti dagli archivi della Fondazione Emilio Pucci, centinaia di fotografie d’archivio che catturano l’eleganza e le suggestioni di un brand unico.
Il testo è affidato a Vanessa Friedman, Fashion Director e Chief Fashion Critic del New York Times, che è riuscita a contestualizzare il lavoro di Pucci all’interno della storia della moda contemporanea.

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2. Valentino. Collezione Milano Rizzoli

Un libro che racconta quelli che sono i valori più importanti e fondanti della Maison Valentino curato da Pierpaolo Piccioli, direttore creativo della maison, dalla fotografa russa-ghanese Liz Johnson Artur e dalla scrittrice britannica di origini nigeriane Bernardine Evaristo.
Un lavoro corale ma che ci regala tre sguardi diversi su un momento unico e che ha rappresentato una svolta in un periodo di grandi cambiamenti dovuti alla pandemia: la sfilata della collezione primavera/estate di Valentino che si è tenuta alla Fonderia Macchi di Milano il 27 settembre 2020.

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3. Vivienne Wetwood. Sfilate L’ippocampo

Uno sguardo completo su tutte le collezioni donna realizzate da “un monello dal cuore d’oro” come lei stessa si autodefinì, la maestra elementare originaria di Tintwistle in Inghilterra e regina della della moda punk Vivienne Westwood. Sesto volume della collana “Sfilate” realizzato grazie all’accesso esclusivo agli archivi della maison. Oltre 1100 look realizzati e ideati dalla Westwood e indossati dalle modelle più famose del mondo come Naomi Campbell e Kate Moss. Una delle figure di spicco della storia della moda che è stata in grado di influenzare in maniera profonda tutti gli ambiti della nostra società.

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4. La moda contemporanea. Arte e stile dagli anni Sessanta alle ultime tendenze Piccola Biblioteca Einaudi

Un libro che analizza e racconta la storia della moda come fosse una battaglia di stili e tra designer e stilisti divisi in due fazioni opposte: i frugali e citazionisti. 
L’autore Fabriano Fabbri analizza i cosmocorpi di Cardin, le acrobazie di Lagerfeld e Saint Laurent, le bombe tessili di Yamamoto, i barocchismi di Versace, la teatralità di Moschino e Gaultier, le forme dissolte di Lang, il non-finito di Marras, le creature robotiche di Ghesquière e i funambolismi di Alessandro Michele per finire con Gvasalia e Abloh. Accostando musica, filosofia, letteratura e arte contemporanea.

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5. Abloh-isms Princeton University Press

Una raccolta delle citazioni più importanti del designer, dj e stilista americano Virgil Abloh scomparso prematuramente a soli 41 anni, lo scorso 28 novembre a causa di un angiosarcoma. Una delle più decisive e importanti figure creative della storia della cultura pop, della moda, dell’arte e del design. Questo insieme di citazioni rispecchiano la prospettiva, l’idea e la filosofia unica e peculiare che ha accompagnato Virgil Abloh per tutta la sua vita mostrandoci come sia diventato un’icona del nostro tempo.

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Il riavvicinamento alla natura di Giulia Frump

Il riavvicinamento alla natura di Giulia Frump

Collater.al Contributors · 1 giorno fa · Photography

Di Giulia Frump ne abbiamo già parlato qui ma non potevamo non parlare di MAPS, il progetto della fotografa risalente al 2019 oggi in mostra da MIA Photo Fair, fino al 14 aprile. L’intenzione di questo racconto visivo è quella di ricostruire questo legame apparentemente invisibile col mondo naturale attraverso fotografie, mettendo a confronto elementi tanto diversi quanto simili. Questa riflessione nasce dal mondo in cui viviamo, fatto di connessioni sempre più frequenti e facilitate dove il contatto fisico viene meno ogni giorno di più. Una considerazione fatta da moltissimi, sopratutto post COVID-19, ma che continua ad affascinarci.

Quello di Giulia Frump è un progetto che parla anche di accettazioni verso il corpo che cambia, sull’invecchiamento e sul dover sapersi fermare. I soggetti sono tutti femminili: donne che «hanno scelto di mostrare senza timore quelli che socialmente possono essere visti come difetti (macchie della pelle, rughe, capelli bianchi, cicatrici, vene e altro), offrendo un’immagine genuina dei numerosi cambiamenti che avvengono durante la vita, abbracciandoli e lasciando che la fotografia le aiutasse a compiere un processo di accettazione» come ci racconta la fotografa.

Insomma, questa nuova realtà ci avvicina a mondi lontanissimi ma simultaneamente mette in disparte la nostra appartenenza al mondo naturale, ormai relegata a pochi momenti della nostra quotidianità. Questo snaturamento ha dato però il via a MAPS che già nel 2019 ragionava su queste tematiche.

Il riavvicinamento alla natura di Giulia Frump
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Le foto di Cecilie Mengel sono un dialogo interiore

Le foto di Cecilie Mengel sono un dialogo interiore

Tommaso Berra · 24 ore fa · Photography

Basta ascoltare le conversazioni che nascono dentro la propria testa a Cecilie Mengel per immaginarsi come potrebbero essere rappresentate fotograficamente. L’artista danese e ora residente a New York realizza scatti che sono dialoghi interiori nati dagli stimoli che lei stessa riceve da ciò che la circonda e dalle persone con cui si trova a vivere momenti molto quotidiani.
Il risultato è una produzione artistica che è contraddistinta da una forte varietà nei soggetti e nelle ambientazioni, così come nello stile, una volta documentaristico, altre volte più vicino a una certa fotografia posata e teatrale. Si passa da scatti rubati in casa durante una conversazione a dettagli di una latta di salsa Heinz trovata nel porta oggetti di un taxi, tutto ricostruisce una storia comune e quotidiana.
Anche la tecnica di Cecilie Mengel rispecchia questa stessa idea di varietà. L’artista infatti combina fotografia digitale e analogica, in altri casi la post produzione aggiunge segni grafici alle immagini. Le luci talvolta sono naturali altre volte forzatamente create con il flash, creando un senso d’insieme magari meno omogeneo ma ricco di suggestioni e raconti personali.

Cecilie Mengel è stata ospite della mostra collettiva ImageNation a New York, dal 10 al 12 marzo 2023 a cura di Martin Vegas.

Cecilie Mengel | Collater.al
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Le foto di Cecilie Mengel sono un dialogo interiore
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I non-luoghi di Nanni Licitra

I non-luoghi di Nanni Licitra

Giorgia Massari · 2 giorni fa · Photography

Le fotografie di Nanni Licitra (1988) si concentrano principalmente sui non-luoghi, spazi anonimi e impersonali che costellano le periferie urbane. Licitra trasforma queste zone marginali in scenari altri, che acquistano un nuovo significato. Stiamo parlando della serie Hell end in Hell, le cui immagini sono riflessi emblematici di una società in trasformazione, dove l’individuo lotta per trovare un senso di appartenenza e identità in un contesto sempre più caotico e alienante. La serie, vincitrice del Grant di Liquida Photofestival, in mostra a Torino dal 2 al 5 maggio, è una vera e propria analisi socio-culturale che riflette in toto le contraddizioni della società contemporanea.

nanni licitra

Nanni Licitra ha iniziato la sua ricerca fotografica nel 2008 concentrandosi esclusivamente sulla fotografia analogica. Questa scelta non è casuale; infatti, la fotografia analogica richiede una pazienza e una precisione che si riflettono nel suo approccio distaccato e contemplativo. Licitra si pone come uno spettatore attento delle realtà che lo circondano, privilegiando uno sguardo che va oltre le apparenze per cogliere l’essenza delle cose. L’utilizzo dell’analogico da parte di Licitra non è solo una scelta tecnica, ma rappresenta anche una dichiarazione di intenti. In un’epoca dominata dalla velocità e dall’effimero delle immagini digitali, il fotografo siciliano opta per un ritmo più lento e contemplativo, che permette di approfondire le tematiche trattate e di trasmettere un senso di nostalgia e malinconia tipico dei non luoghi.

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Courtesy Nanni Licitra

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Alec Gill e la storia di Hessle Road

Alec Gill e la storia di Hessle Road

Anna Frattini · 3 giorni fa · Photography

Alec Gill è un fotografo, storico e psicologo inglese nato a Hull, una città nella contea dell’East Riding dello Yorkshire, notoriamente portuale. Qualche anno fa è partita una raccolta fondi su Kickstarter per celebrare i cinquant’anni dalla prima foto realizzata per il progetto dedicato a Hessle Road con un libro e ne parliamo qui oggi. L’archivio di 7,000 fotografie – scattato con la sua Rolleicord twin-lens reflex – risale al decennio fra il 1970 e il 1980. Sono 240 le immagini finite in The Alec Gill Hassle Road photo archive e in ognuna di queste si respira a pieni polmoni l’atmosfera di un momento storico difficilissimo per gli abitanti. Si tratta del declino dell’importazione della pesca e le demolizioni della mass housing nella zona.

alec gill photo archive

The Alec Gill Hassle Road photo archive

Il libro, lanciato il 18 maggio scorso, è stato scritto e pensato a Iranzu Baker e Fran Méndez. In questa intervista di Port, Baker racconta alcuni aspetti del lavoro con Alec Gill. Il fotografo – nel corso della stesura del libro – si è infatti dimostrato «estremamente curioso, determinato e dedicato». In quegli anni, Gill si è concentrato anche sulla mancanza di aree gioco per i bambini e sul modo in cui le generazioni più giovani si sono adattate ai cambiamenti nella zona. Un altro obbiettivo è sicuramente stato quello di fermare il tempo prima della fine di un’era. Quella della pesca nella zona, terminata con le Cod Wars a partire dal 1958 fino al 1972 e al 1975. Un pezzo di storia che grazie a Gill non è stato dimenticato.

Quella di Gill è una vera e propria propensione per le storie degli underdog. La volontà è stata quella di assicurarsi che le storie di questi venissero raccontate, sia adesso che al tempo degli scatti. The Alec Gill Hassle Road photo archive non è solo uno studio sociale, quindi. Si tratta della testimonianza del rapporto che Gill ha instaurato a livello umano con i suoi concittadini. Le loro storie sembrano raccontarsi da sole davanti all’obbiettivo del fotografo. Ancora, la naturalezza degli scatti non solo riprende il tema infantile ma comunica in modo estremamente funzionale momenti della vita quotidiana degli abitanti di Hassle Road.

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