Design C’è un dispositivo che ripensa la connessione umana nell’era dell’AI
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C’è un dispositivo che ripensa la connessione umana nell’era dell’AI

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Quante conversazioni importanti non avvengono semplicemente perché non si trova il momento? Da questa osservazione, semplice e disarmante, nasce Alight: un dispositivo AI progettato da Morrama design studio non per raccogliere dati, ma per creare le condizioni per una connessione umana reale.

Alight AI

Il progetto nasce da una ricerca interna sulla resilienza e sul valore del racconto intergenerazionale. Più i giovani conoscono la storia della propria famiglia, più sviluppano strumenti per affrontare le difficoltà. Le storie dei propri cari funzionano come una prova generale della vita. Il problema è che quelle conversazioni tendono a non avvenire mai, non per mancanza di affetto, ma per mancanza di occasione.

Alight è progettato per risolvere esattamente questo. Unità satellite tracciano i movimenti nel salotto e si sincronizzano con il calendario per identificare quando le persone che ami sono libere e presenti. Invece di una notifica sullo schermo, il segnale arriva attraverso la luce: ogni membro della famiglia ha il proprio colore, un blu tenue per la mamma, un verde caldo per la nonna. Un bagliore gentile che dice: è a casa, è disponibile. La stessa rassicurazione silenziosa di passare davanti a una finestra illuminata.

Le chiamate avvengono da dispositivo a dispositivo, o verso un telefono, senza bisogno di introdurre nuova tecnologia a chi fatica ad adottarla. Il dispositivo è progettato intorno alla voce, non allo schermo: nessuna immagine da gestire, nessuna distrazione, solo ascolto. Una ricerca di Yale ha dimostrato che le persone leggono le emozioni altrui con maggiore precisione attraverso la voce sola che attraverso il video.

Quando una conversazione vale la pena di essere conservata, un semplice tasto avvia la registrazione. Tutti i partecipanti vengono notificati. Nulla viene archiviato senza consenso. Nel tempo, queste registrazioni si accumulano in un archivio privato e offline, di proprietà della famiglia, non di un’azienda. Un archivio che cattura non solo le parole, ma il modo in cui quelle persone raccontavano una storia, affrontavano un problema, si esprimevano.

Alight si confronta apertamente con le obiezioni etiche che questo tipo di tecnologia solleva: il rischio che una replica digitale di una persona scomparsa interferisca con il lutto, che qualcuno consulti i morti invece di costruire nuove relazioni con i vivi, che il modello dica qualcosa che la persona non avrebbe mai detto. Queste preoccupazioni hanno plasmato il prodotto. Il modello funziona offline, nessun dato viene ceduto, e soprattutto: Alight è costruito prima di tutto per la connessione tra persone vive. L’archivio è un effetto collaterale delle conversazioni avvenute, non un sostituto costruito a posteriori.

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Scritto da Collater.al Contributors

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