Design La storia della poltrona Joe
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La storia della poltrona Joe

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Anna Frattini
La storia della poltrona Joe

Contrariamente a quello che si potrebbe pensare, l’iconica poltrona Joe – ispirata dal guantone da baseball – è un prodotto pensato e prodotto da Poltronova nel 1971, un’azienda italiana. I designer dietro a questo oggetto sono Jonathan De Pas, Donato D’Urbino e Paolo Lomazzi che, ispirandosi e volendo omaggiare Joe Di Maggio, hanno realizzato una poltrona ironica e divertente in grado di discostarsi dal razionalismo.

Il prototipo della poltrona Joe

Riproducendo un guantone da baseball, non era scontato riuscire a realizzare una poltrona che fosse davvero comoda e che potesse ospitare due persone. La realizzazione del primo prototipo, infatti, è avvenuta in un primo momento con la creta e, solo dopo, in gesso. A quel punto era possibile riuscire a ricavarne lo stampo per procedere a iniettarvi i poliuretani. Il progetto della poltrona Joe è un però progetto sfrontato, irriverente, che ha permesso di mescolare le carte nel mondo del design italiano. Vediamo perché.

Al tempo, lo stesso Sergio Camilli – founder di Poltronova – era preoccupato per i diritti d’uso legati al nome di Joe Di Maggio. La soluzione a questo punto fu trovata da Paolo Lecci che pensò a uno slogan ad-hoc, «JOE… di maggio, giugno, luglio…». All’epoca, il manifesto pubblicitario venne inaugurato a Milano e al momento della sua realizzazione, «non esisteva ancora nessun prototipo della poltrona, quindi venne utilizzato come soggetto il mio guantone da baseball lo si disegnò dal vero e vi si mise sopra un cane accucciato che ben si sposava con le pieghe del guantone» come racconta Mario Lovergine.

La tecnica dei cartoni animati

«Il disegno venne realizzato con la tecnica dei cartoni animati (disegno su pellicole trasparenti e colori stesi sul retro del supporto) ed un fondo a due colori Letraset (all’epoca il Pantone non esisteva ancora). Il tutto stampato a sei colori (quadricromia più due colori per il fondo), su una carta goffrata che restituiva la texture della pelle» continua Mario Lovergine in un documento che possiamo trovare negli archivi digitali del Museo del Design Toscano.

Il coronamento del successo della poltrona Joe arriva però l’anno dopo la realizzazione, con la partecipazione a Italy. The new domestic landscape, la celebre mostra al MoMA di New York che mise in scena i design prominenti del Made in Italy. Fu proprio questo l’inizio del successo di De Pas, D’Urbino e di Lomazzi – da quel momento in poi nell’Olimpo dei designer.

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Scritto da Anna Frattini
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