Photography Anabella Sarrias parla di alienazione umana
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Anabella Sarrias parla di alienazione umana

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Anabella Sarrias | Collater.al

Le fotografie di Anabella Sarrias sono finestre aperte su un mondo che si sta progressivamente allontanando dalla realtà. Il suo lavoro cattura la durezza dell’esistenza in una società che, inesorabilmente, si meccanizza e si addomestica, perdendo così il contatto con il mondo reale. Nelle sue immagini, l’uomo alienato emerge come una figura simile a una macchina robotica, prodotta in serie, priva di pensieri o sentimenti propri. Sarrias mette in risalto l’isolamento, la solitudine e la ripetizione di routine quotidiane pressoché identiche, condizioni sempre più diffuse nella società odierna che contribuiscono alla perdita di un’umanità sensibile e creativa in favore di una meccanizzazione dei pensieri e delle azioni.

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Le fotografie di Anabella Sarrias sono narrazioni visive che catturano l’essenza dell’umanità nell’era contemporanea della digitalizzazione, raccontando la lotta per mantenere la propria identità. È evidente la sua capacità di storyteller, dettata anche dalla sua esperienza come regista teatrale e attrice, che emerge in particolare dalle inquadrature cinematografiche, come se gli scatti fossero dei frame della una scena di un film. Tutto è enfatizzato dagli sguardi assenti dei soggetti o dalla totale assenza dei loro volti, spesso coperti da faldoni o computer, a sottolineare il continuo sacrificio dell’uomo in favore della conformità meccanizzata.

Le opere di Anabella Sarrias saranno esposte al Liquida Photofestival di Torino dal 2 al 5 maggio 2024.

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Courtesy Anabella Sarrias

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