Art Oscar 2024: il trionfo di Christopher Nolan (finalmente!)
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Oscar 2024: il trionfo di Christopher Nolan (finalmente!)

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Giulia Guido
Oscar 2024

Non mancava proprio nessuno al Dolby Theater di Los Angeles per gli Oscar 2024. In platea anche Messi, il cane di Anatomia di una caduta, comodamente seduto nella sua poltroncina rossa e pronto a scoprire chi si sarebbe portato a casa le 23 statuette di quest’anno. 
Mattatore della serata, per la sua quarta volta, Jimmy Kimmel, che ha aperto la serata con un discorso un po’ troppo figlio dell’era del politically corret: nessun rischio, nessun gran risultato (dov’è Ricky Gervais quando serve?!).

And the Oscar goes to…

Si passa subito ai premi e questa 96ª edizione. Sono Christopher Nolan e Oppenheimer a portarsi a casa il maggior numero di premi, in totale 7 – e quelli più importanti.
Da menzionare Povere creature! che ha rubato all’ultimo l’Oscar a Maestro per Miglior Trucco e acconciature e a Barbie quello per i Migliori costumi. Ottiene anche quello per la Miglior attrice protagonista a Emma Stone che visibilmente emozionata sale sul palco a ritirare la sua seconda statuetta. Rimane così a bocca asciutta Scorsese con il suo Killers of the Flower Moon
Una sola statuetta per Barbie, qualcuno sperava sicuramente in qualcosa in più, nessuno si aspettava realmente qualcosa in più. 

I momenti migliori della cerimonia

Ci sono sempre alcuni momenti che diventano immediatamente virali, alcune gag che nascono spontaneamente, altre pensate a tavolino e a volte alcuni discorsi di ringraziamento. 
Il primo arriva con la performance di Billie Eilish e Finneas O’Connell, interamente studiata per lasciare tutto lo spazio alla fantastica voce di lei e che ha fatto alzare in piedi tutta la platea. 
Non poteva passare inosservato John Cena completamente nudo sul palco per presentare i Migliori Costumi esordendo con «Costums are so important». 
Si continua con il super favorito Robert Downey Jr. che ci regala un altro discorso in classico stile Robert Downey Jr. esordendo con «Vorrei ringraziare la mia terribile infanzia e l’Academy, in quest’ordine». 
Non vengono dimenticati i terribili grandi conflitti in corso nel mondo: il primo è Jonathan Glazer, regista di La zona di interesse che ci ricorda quanto sia tremendamente facile voltare lo sguardo altrove facendo riferimento al conflitto palestinese e poi non poteva mancare il riferimento alla guerra in Ucraina dagli autori del documentario 20 days in Maripol. 
L’attualità torna anche nel momento più toccante, quello dell’In Memoriam il cui inizio non è stato affidato a un attore o a un regista, ma alle parole di Alexei Navalny: «The only thing necessary for the triumph of the evil is for good people to do nothing».
Fashion moment? Quest’anno non pervenuti. 

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Tutti i vincitori

Miglior Film
Oppenheimer

Miglior Regia
Christopher Nolan – Oppenheimer

Miglior Attrice protagonista
Emma Stone – Povere creature!

Miglior Attore protagonista
Cillian Murphy – Oppenheimer

Miglior Attore non protagonista
Robert Downey Jr. – Oppenheimer

Miglior Attrice non protagonista
Da’Vine Joy Randolph – The Holdovers – Lezioni di vita

Miglior Sceneggiatura originale
Justine Triet and Arthur Harari – Anatomia di una caduta

Miglior Sceneggiatura non originale
Cord Jefferson – American Fiction

Miglior Film Internazionale
La zona d’interesse (Regno Unito)

Miglior Film d’animazione
Il ragazzo e l’airone

Miglior Montaggio
Jennifer Lame – Oppenheimer

Miglior Scenografia
James Price, Shona Heath, Zsuzsa Mihalek – Povere creature!

Miglior Fotografia
Hoyte van Hoytema – Oppenheimer

Migliori Costumi
Holly Waddington – Povere creature!

Miglior Trucco e acconciature
Nadia Stacey, Mark Coulier and Josh Weston – Povere creature!

Migliori Effetti visivi
Takashi Yamazaki, Kiyoko Shibuya, Masaki Takahashi and Tatsuji Nojima – Godzilla: Minus One

Miglior sonoro
Tarn Willers and Johnnie Burn – La zona d’interesse

Miglior Colonna sonora originale
Ludwig Göransson – Oppenheimer

Miglior Canzone Originale
“What Was I Made For?” di Billie Eilish e Finneas O’Connell – Barbie

Miglior Documentario
Mstyslav Chernov, Michelle Mizner and Raney Aronson-Rath – 20 days in Maripol

Miglior Cortometraggio documentario
Ben Proudfoot and Kris Bowers – The Last Repair Shop

Miglior cortometraggio d’animazione
War is Over! Inspired by the music of John & Yoko

Miglior cortometraggio
Wes Anderson and Steven Rales – The Wonderful story of Henry Sugar

Non ci siamo dimenticati di Ryan Gosling che canta I’m Just Ken. È quella performance che ogni tanto andremo sicuramente a riguardare su YouTube.

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Scritto da Giulia Guido
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