Solitudine e colori, l’arte di Andrés Lozano

Solitudine e colori, l’arte di Andrés Lozano

Giulia Guido · 3 giorni fa · Art

Stanze piene di oggetti, tazze da lavare nel lavandino, sigarette ancora accese appoggiate in un posacenere, libri aperti e fogli disegnati, i dipinti di Andrés Lozano potrebbero rappresentare la vita di ciascuno di noi. 

Classe 1992, Andrés Lozano è nato a Madrid, dove ha conseguito una laurea in design presso l’Università Complutense, e si è trasferito a Londra, dove ha continuato gli studi specializzandosi in Illustrazione e Comunicazione Visiva. Durante il periodo dell’università si è costruito un portfolio consistente collaborando con clienti come il New York Times, Google, il Washington Post e McSweeney’s. Non si è concentrato solamente sull’illustrazione editoriale, infatti, Andrés ha pubblicato anche diversi libri illustrati. 

Nel 2017, però, il suo interesse nei confronti dell’illustrazione ha cominciato a calare sempre più, portandolo a concentrarsi su un’altra forma d’arte, la pittura

Oggi la sua produzione comprende soprattutto tele dalle grandi dimensioni che hanno un non so che di autobiografico: Andrés Lozano rappresenta interni di case e appartamenti in cui vivono quelli da lui stesso definiti personaggi apatici e solitari

Oltre ai soggetti, estremamente contemporanei, ciò che colpisce maggiormente l’occhio di chi guarda i suoi dipinti sono i colori accesi e brillanti e le forme semplici, quasi bambinesche. Questi elementi affiancati alla tecnica della pittura non possono non farci pensare ai capolavori di Gauguin o Matisse. 

Noi abbiamo selezionato solo alcuni dei suoi lavori, ma seguitelo su Instagram per non perdere tutti i prossimi. 

Andrés Lozano
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Solitudine e colori, l’arte di Andrés Lozano
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JR a Roma per la prima europea di “Paper & Glue”

JR a Roma per la prima europea di “Paper & Glue”

Giulia Guido · 3 giorni fa · Art

Venerdì 23 luglio alle ore 21.15, nella splendida cornice offerta dal Parco della Cervelletta a Roma, avrà luogo la prima proiezione europea di “Paper & Glue” il documentario che apre al pubblico le porte del mondo del rinomato artista francese JR.
Da dove ha cominciato? Come realizza le sue opere? Come nascono lavori come quello al confine tra Messico e Stati Uniti o nelle favelas brasiliane? Lo stesso artista ci accompagna alla scoperta di tutto ciò. 

La serata di venerdì 23, che fa parte della rassegna Il Cinema in Piazza curata dall’Associazione Piccolo America, non prevede solo la proiezione di “Paper & Glue”, ma anche un confronto tra JR e il regista Mathieu Kassovitz che saranno presenti alla serata per parlare di cinema e arte e di come queste due discipline possano fondersi creando qualcosa di straordinario. 

L’artista francese ha più volte manifestato il suo legame con l’Italia, sia attraverso collaborazioni con registi come Alice Rohrwacher – l’anno scorso i due hanno presentato insieme a Venezia il corto “Omelia Contadina” – sia con installazioni.
Qualche mese fa ha fatto particolarmente parlare di sé La ferita realizzata sulla facciata di Palazzo Strozzi a Firenze e poche ora fa l’artista ha svelato sul proprio profilo Instagram un’altra opera simile, questa volta sulla facciata di Palazzo Farnese a Roma. 

Insomma, se seguite JR e da tempo ammirate i suoi lavori, la prima a Roma di “Paper & Glue” è un appuntamento imperdibile e già che ci siete fate un salto in Piazza Farnese a vedere la sua ultima installazione. 

L’ingresso alla proiezione è libero fino a esaurimento posti, prenotate QUI per assicuravi il vostro! 

JR a Roma per la prima europea di “Paper & Glue”
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JR a Roma per la prima europea di “Paper & Glue”
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Uguaglianza e body positivity nelle illustrazioni di Melissa Koby

Uguaglianza e body positivity nelle illustrazioni di Melissa Koby

Giulia Guido · 2 giorni fa · Art

L’arte, soprattutto negli ultimi 150 anni, ha avuto un ruolo fondamentale all’interno della società. Ineguaglianze, ingiustizie, cambiamenti, lotte sono diventati soggetti di molte opere, da dipinti a sculture. Oggi continua ad avere un peso non da poco grazie ad artisti e creativi che decidono di utilizzare il loro talento per raccontare realtà scomode ed eventi difficili da digerire. Tra questi spicca Melissa Koby, artista giamaicana che oggi vive a Tampa e realizza illustrazioni che affrontano temi come l’uguaglianza tra uomo e donna, le discriminazioni razziali e la body positivity. 

Lei stessa dice di essersi innamorata del disegno quando a 4 anni la madre le regalò un set di colori e un cavalletto, da allora non ha mai smesso di creare, riuscendo a mettere a punto uno stile tutto suo.

I lavori di Melissa Koby sono un mix di acquerello e illustrazione digitale e tra i soggetti ricorrenti troviamo giovani donne nere, ma non solo, rappresentate tutte senza volto. In questo modo l’artista vuole invitare lo spettatore a immaginare l’espressione migliore e a scegliere l’interpretazione migliore. 

Per Melissa i suoi lavori sono il mezzo con cui comunica ciò che prova e come si sente. 

Ad esempio durante il primo periodo del lockdown ha cominciato a realizzare una serie di illustrazioni a tema quarantena mostrando giovani donne intente a ritrovare la propria pace interiore all’interno di casa propria, meditando o leggendo un libro. 

Poi, sopraffatta come tutti dalle proteste in seguito all’omicidio di George Floyd, i suoi lavori hanno cominciato ad affrontare la problematica della discriminazione razziale. Con i suoi lavori è riuscita a tradurre in immagini lo stato d’animo di migliaia di persone, un esempio è l’opera dal titolo Change is coming che è diventata virale in pochissimo tempo. 

Oggi Melissa Koby è seguita su Instagram da quasi 140 mila persone e continua a combattere le sue lotte con colori e pennellate, seguitela per non perdere i suoi prossimi lavori. 

Melissa Koby
Melissa Koby
Melissa Koby
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Melissa Koby
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Uguaglianza e body positivity nelle illustrazioni di Melissa Koby
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Uguaglianza e body positivity nelle illustrazioni di Melissa Koby
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A settembre torna FeST – Il Festival delle Serie Tv

A settembre torna FeST – Il Festival delle Serie Tv

Giulia Guido · 4 giorni fa · Art

Dopo la prima edizione del 2018, la seconda del 2019 a tema “Breaking Stereotypes” e lo spin-off dell’anno scorso Go FeST, FeST – Il Festival delle Serie Tv è pronto a tornare a fine settembre con novità imperdibili.

COSA:
FeST – Il Festival delle Serie Tv
QUANDO:
24 – 25 – 26 SETT
DOVE:
Triennale Milano, Viale Emilio Alemagna, 6, Milano

Il tema scelto per questa terza edizione è “Crafting Worlds” che invita a riflettere sulla costruzione artigianale di mondi narrativi, che siano essi fantastici o reali, che rappresentino il nostro mondo e la nostra contemporaneità. In un momento in cui, a causa della pandemia, non solo siamo chiamati a ripensare il nostro presente, ma abbiamo anche l’opportunità di cambiarlo per costruire un futuro migliore, FeST invita a fare questa valutazione attraverso l’analisi delle serie tv, che riescono ad essere lo specchio della realtà in cui vengono fatte. 

A sostenere questi tre giorni di incontri, interviste, anteprime e molto altro ci saranno alcuni dei più grandi broadcaster e servizi di intrattenimento nazionali e internazionali come Amazon Prime Video, De Agostini Editore, Discovery+, Disney+, Mediaset, Netflix, Rai Fiction, Sky, ViacomCBS Networks Italia.

Inoltre, come per la seconda edizione, Triennale Milano si riconferma partner di FeST, offrendo gli spazi del Triennale Milano Teatro, della sala Agorà e del giardino. 

La vera novità della terza edizione, però, sono sicuramente i Serial Awards: domenica 26 settembre, a chiusura della manifestazione, verranno assegnati questi premi interamente dedicati alle serie tv italiane. I vincitori saranno votati da una giuria d’eccezione predieduta da Marina Perri, direttore artistico di FeST e grazie a NeN, main partner dell’evento, il pubblico potrà dare il proprio voto per una categoria speciale. 

Le categorie sono: 

Premio Interprete protagonista
Premio Interprete non protagonista
Premio Regia
Premio Sceneggiatura
Premio Soundtrack
Premio Look and Feel
Premio Serie scripted dell’anno
Premio Serie unscripted dell’anno
Premio Serie Kids dell’anno
Premio Cattiveria “Ha fatto anche cose buone”
Premio “How You Doin’?” alla migliore catchphrase/citazione
Premio “Best Kiss”
Premio “Real Estate” alla casa più bella

Visitate il sito ufficiale di FeST per scoprire chi è stato candidato e seguite il profilo Instagram per non perdervi tutti gli aggiornamenti. 

A settembre torna FeST – Il Festival delle Serie Tv
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Disegnare il territorio: il festival di illustrazione a Domodossola

Disegnare il territorio: il festival di illustrazione a Domodossola

Giulia Guido · 5 giorni fa · Art

Non solo eventi musicali e concerti hanno potuto riprendere il loro svolgimento, anche un’infinita serie di appuntamenti e festival legati al mondo dell’arte hanno ora la possibilità di riaprire le porte al pubblico. Tra questi è da segnalare Disegnare il territorio – Festival dell’illustrazione  che prenderà il via sabato 24 luglio e terminerà domenica 1 agosto. 

Si tratta della prima edizione di questo appuntamento che punta a svelare tutti i segreti del mondo dell’illustrazione attraverso le opere di alcuni degli artisti italiani più interessanti e conosciuti, ma anche grazie a un fitto programma che prevede mostre, incontri, workshop, laboratori, talk, sessioni di disegno, aperitivi e cene con gli autori. 

COSA:
Disegnare il territorio – Festival dell’illustrazione
QUANDO:
24 LUG – 1 AGO
DOVE:
Artoteca Di-Se, sala “Il Refettorio” Collegio Mellerio Rosmini, via Rosmini 24, Domodossola (VB)

I sei protagonisti di Disegnare il territorio saranno Massimo Caccia, collaboratore del Corriere della Sera e del supplemento laLettura che mette in scena uno spaesato mondo animale colto all’interno di improbabili situazioni di vita quotidiana, Cecilia Campironi, che esplora il rapporto tra immagine e parola, ironizzando sul significato letterale o stravolgendone il senso, Il Borse, che con penna e matita dà vita a città volanti, immaginarie e fantastiche, Giulia Neri, con le sue metafore visive, intime e poetiche, SeaCreative, street artist che rappresenta un mondo fantastico e visionario, e infine Gianluca Folì, che ha raccontato con un diario di immagini il suo soggiorno ossolano. 

A fare da sfondo all’evento, quindi, sarà la stupenda città di Domodossola che ha messo a disposizione spazi come il Collegio Rosmini dove verrà allestita la mostra in cui saranno esposte circa una ventina di opere per ogni artista e anche il Portfolio “Castelli del feudo borromaico”, ovvero 6 tavole in tiratura limitata di 50 copie realizzare dagli illustratori ospiti dell’edizione che raccontano a modo loro i castelli di Arona, Angera, Cannero e Vogogna. 

Il programma di questa prima edizione è fitto di eventi imperdibili. Date un’occhiata qua sotto per scoprire alcuni lavori degli illustratori protagonisti e scoprite QUI il calendario completo

Disegnare il territorio: il festival di illustrazione a Domodossola
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Disegnare il territorio: il festival di illustrazione a Domodossola
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