Nel cuore del Marais, Ariana Papademetropoulos porta per la prima volta in Francia il suo universo sospeso tra misticismo, surrealismo e immaginario pop. Con Glass Slipper, la nuova mostra personale da Thaddaeus Ropac Paris, l’artista costruisce un ambiente immersivo in cui la realtà quotidiana si incrina, lasciando spazio a una dimensione ambigua dove il familiare diventa improvvisamente enigmatico.


Al centro dell’esposizione si trova Water Based Treatment, un enorme acquario abitabile lungo oltre quattro metri, pensato come spazio liminale all’interno della galleria. I visitatori possono entrare nella struttura in vetro e sdraiarsi su un materasso integrato, circondati da un banco di pesci scintillanti, mentre un paesaggio sonoro ambient, composto da Nicolas Godin del duo francese Air, trasforma l’esperienza in una sospensione sensoriale. L’installazione funziona allo stesso tempo come rifugio intimo e scena teatrale, dove il tempo rallenta e la percezione si fa instabile.
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Attorno a questo nucleo, i nuovi dipinti di grande formato mettono in crisi i confini tra interno ed esterno, tra spazio domestico e paesaggio naturale. Sedie gingham e poltrone Luigi XV emergono in scenari instabili, come trascinate in territori onirici. Le immagini oscillano tra iperrealismo e atmosfera vaporwave, mentre riferimenti che spaziano da Il Mago di Oz alla psicologia junghiana costruiscono un immaginario sospeso tra subconscio e cultura pop.


Al piano superiore, l’atmosfera diventa ancora più artificiale. Tre cabine telefoniche iridescenti, dalla forma di conchiglia e ispirate agli interni vintage del Tropicana di Las Vegas, pendono dalle pareti come oggetti fuori dal tempo. Sollevando le cornetta, i visitatori possono ascoltare conversazioni registrate tra l’artista e la sua medium, entrando in una dimensione che mescola spiritualità, performance e finzione. Accanto a queste installazioni, una serie di lavori di piccolo formato raffigura microonde in combustione, rielaborando motivi classici, come il Giove e Io di Correggio, nel linguaggio degli elettrodomestici contemporanei e creando cortocircuiti tra storia dell’arte e quotidianità.

