In primo piano Ben Hopper e le sue sculture viventi.
Corpi in posizioni estreme, che in maniera realisticamente naturale, sfuggono ai routinari ritocchi fotografici. Sono figure quasi al limite con la realtà, capaci di travalicare i normali confini del corpo e raggiungere nuove forme di perfezione in una nuova complementarietà.
I segni dagli accenni tribali, segnano corpi e volti, che rimandano ad ere primordiali, a ciò che è alla base dellesistenza: limportanza del vitale bisogno di contatto.
Contatto con il proprio corpo. Contatto visivo con il mondo esterno. Contatto interumano.
Incastrati in acrobazie e contorsioni varie, generano equilibri precari ma realistici tanto da far intendere quella che è la tortuosità delle odierne relazioni umane, che trovano espressione attraverso percorsi dalle dimensioni sempre più labirintiche.





























