Art Boluwatife Oyediran usa l’inversione cromatica per raccontare chi non è né africano né americano
Artpainting

Boluwatife Oyediran usa l’inversione cromatica per raccontare chi non è né africano né americano

Pittore, scrittore e fotografo nigeriano, Oyediran ha sviluppato il concetto di "inverted blackness" per visualizzare la complessità dell'identità dei migranti neri negli Stati Uniti
-
Anna Frattini

Tutto è cominciato per errore. Una notte in studio alla Rhode Island School of Design, lavorando su Photoshop, l’artista Boluwatife Oyediran inverte accidentalmente una fotografia di alcuni ragazzi africani. I loro corpi passano dal nero al blu ceruleo, dal positivo al negativo. È il momento in cui capisce cosa vuole fare.

Da quell’intuizione nasce il concetto che guida tutta la sua ricerca: inverted blackness. Oyediran è un artista multidisciplinare originario della Nigeria, pittore, scrittore e fotografo, che ha sviluppato una serie di ritratti di migranti neri negli Stati Uniti dipinti in negativo fotografico, con corpi luminosi e alieni che sembrano appartenere a un altrove. Non è solo una scelta estetica. È una visualizzazione di qualcosa che Oyediran conosce dall’interno: la mutazione identitaria di chi vive tra due culture senza appartenere completamente a nessuna delle due.

«Continuavo a oscillare tra la mia identità africana originaria e quella americana che stavo acquisendo, proprio come la fotografia invertita oscilla tra positivo e negativo. E allo stesso tempo sentivo che non potevo più tornare ad essere pienamente africano, né diventare pienamente americano», racconta in un’intervista a The Spotted Zebra.

Le persone nei suoi dipinti non sono figure anonime: sono amici, colleghi, conoscenti incontrati alla RISD, alla Brown University, durante il lavoro di volontariato nelle comunità africane del Rhode Island. Ogni ritratto è parte di un archivio collettivo che Oyediran ha esteso anche a un Substack fotoblog, Inverted Blackness, dove pubblica fotografie e racconti orali dell’esperienza dei migranti neri.

Visualizza questo post su Instagram

Un post condiviso da Boluwatife Oyediran (@boluoyediran)

La scrittura è parte integrante della sua pratica. In Nigeria aveva studiato letteratura prima di dedicarsi alla pittura. Alla RISD ha incluso nella sua tesi un racconto breve sull’arrivo di un immigrato nigeriano in America. Oggi è Sonny Mehta Fellow all’Iowa Writers’ Workshop, dove sta lavorando a un romanzo. Quando la scrittura si blocca, torna alla pittura. Quando la pittura si esaurisce, torna alla scrittura.

Il suo lavoro non intende parlare della blackness come categoria monolitica, ma di una sua frazione specifica: quella dei migranti neri negli Stati Uniti, persone che hanno attraversato l’oceano, che vivono confrontandosi con la scadenza del visto, che hanno dovuto assimilare una cultura senza perdere la propria. «Gli Stati Uniti hanno beneficiato del capitale umano di queste persone», dice sempre a The Spotted Zebra. «La mia arte può illuminare le loro storie».

Artpainting
Scritto da Anna Frattini

Editor's Picks

x
Ascolta su