Creature ibride che suonano strumenti, figure inquietanti che emergono dal buio, cavalli ad acquerello e paesaggi stilizzati sotto nuvole nere. Il lavoro dell’illustratore Stefano Tesei non si lascia facilmente catalogare, e non sembra volerlo fare e ogni immagine sembra aprire nuovi mondi e immaginari.

Nato a Cattolica nel 1992, Tesei si forma tra l’Accademia di Belle Arti di Brera e l’ISIA di Urbino, dove si laurea al biennio di grafica delle immagini e illustrazione. Un percorso doppio, tra tecnologia e artigianato visivo, che si riflette nella varietà dei registri che il suo lavoro sa attraversare.

Le immagini di Tesei vivono di contrasti. Da un lato composizioni caotiche e ipercolorate, popolate da un carnevale visivo senza gerarchia. Dall’altro, illustrazioni in bianco e nero costruite su campiture nette, dove figure inquietanti emergono da fondali luminosi con un’energia in chiave perturbante.


«I miei disegni nascono generalmente da un mosaico di immagini che conservo nei miei taccuini. Cerco di rappresentare ambientazioni e personaggi mescolando l’ironico, il buffo e il fantastico ad una atmosfera cupa e inquietante. L’intento è quello di creare contrasti e narrazioni generative», ha dichiarato l’illustratore in occasione del festival Sexto ‘Nplugged nel 2023.

Le sue collaborazioni spaziano dall’animazione all’illustrazione arrivando fino alla musica, con un’attenzione costante al mondo dell’autoproduzione e alla didattica attraverso workshop e laboratori. Tra i progetti più recenti, la partecipazione all’inserto illustrato dell’album infinito+1 di Fulminacci, un lavoro collettivo che racconta il disco brano per brano attraverso la visione di dodici illustratori diversi. La sperimentazione resta la linea guida di un lavoro che trova nella tensione tra opposti la sua forma più autentica.
