Ieri Burberry ha presentato online sulla sua pagina Instagram la collezione Uomo Spring/Summer 2022, denominata “Universal Passport”.
Una sorta di rave party ambientato in un set costruito ad-hoc presso il Millennium Mills, un mulino abbandonato del XX secolo a West Silvertown a Newham, Londra, e che richiama l’atmosfera di un cantiere dismesso portandomi alla memoria una scena di un film che consiglio di vedere almeno una volta nella vita, Sangue – La morte non esiste del 2005 diretto da Libero De Rienzo, al suo debutto come regista.
“Volevo che la collezione catturasse quello spirito libero della giovinezza e il suo atteggiamento onesto e audace, quel senso di sperimentazione e fluidità. C’è un forte sentimento di unità ma anche di individualità: incoraggiarsi ed elevarsi a vicenda per esprimersi liberamente. È un’energia molto cruda che è contagiosa, eccitante e piena di vita. Come un risveglio”, ha scritto Riccardo Tisci, direttore creativo della maison britannica.
Con la colonna sonora del progetto artistico di Simon Posford e Raja Ram, Shpongle – vero e proprio punto di riferimento della scena elettronica e trance – i modelli/raver, caratterizzati da capelli rasati o colorati e piercing, sfilano con l’incedere deciso tra piccole dune di sabbia, automobili nere e un gruppo di persone che ballano, proprio come un rave party clandestino.
“Questa sfilata racconta il potere e la bellezza dell’espressione di sé così come il fuggire per ritrovarsi poi a celebrare assieme la nostra creatività”, ha aggiunto Tisci che, come fosse una dichiarazione d’intenti, decostruisce l’item più iconico di Burberry, il trench.
Già a gennaio avevamo capito che la rivoluzione era iniziata, l’impermeabile per antonomasia viene ridisegnato, reinventato, fatto a pezzi e presentato in due versioni diverse: uno contraddistinto dall’assenza del classico colletto, da uno scollo a V e da un taglio che lo fa sembrare un vestito, l’altro invece viene abbellito da frange, da una chiusura sul retro. Una scomposizione completa che attinge dagli anni ’90 e da maestri del genere come Rei Kawakubo e Martin Margiela.
Un trench smanicato che diventa gilet, lunghezze diverse, la mantella spostata sul davanti, tutta una serie di escamotage che rappresentano in toto il manifesto di Riccardo Tisci, il cui progetto prende forma decisa e sembra congedarsi da quei canoni estetici tipici della storia della maison scrivendo un nuovo capitolo ultra contemporaneo e soprattutto libero.
Una collezione nel suo complesso che proietta Burberry in una nuova dimensione, quella immaginata da Tisci, ricca di contaminazioni e ispirazioni che poco hanno a che fare con la tradizione ma che, correttamente puntano all’evoluzione.
Qui di seguito potete dare un’occhiata alla presentazione della collezione Spring/Summer 2022 di Burberry.
