Style Fiori da indossare: l’universo di Zhang Yeeun
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Fiori da indossare: l’universo di Zhang Yeeun

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Arianna Maria Leva

A Seoul, Zhang Yeeun trasforma il linguaggio della botanica in qualcosa di nuovo: sculture, abiti, accessori e installazioni che sembrano appartenere più alla moda del futuro che al mondo della floristica. Basta scorrere il suo universo visivo per capire che qui la floristica ha smesso da tempo di essere sinonimo di bouquet e composizioni tradizionali. Orchidee, calle, gigli e altre varietà botaniche diventano materia prima per costruire forme monumentali, silhouette quasi couture, copricapi, borse e strutture che sembrano sospese tra il mondo naturale e quello della fantascienza. Il risultato è straniante e magnetico, ed è difficile capire dove finisca il fiore e dove inizi l’oggetto di design.

Yeeun lavora come floral visual director e botanical sculptor. La sua produzione comprende installazioni floreali per brand, progetti personali di grande scala e, occasionalmente, interventi di landscape design. Il suo approccio parte però da un’idea molto precisa: non usare i fiori semplicemente per decorare una forma, ma costruire la forma attraverso i fiori.

Nelle opere di Yeeun il fiore è struttura, superficie, volume, e le sue composizioni sembrano spesso progettate come vere architetture, prima viene immaginata la silhouette, poi la materia botanica interviene per completarla, enfatizzarla o renderla quasi irriconoscibile.

La stessa artista racconta di essere attratta dalle strutture, siano esse estremamente semplici oppure complesse, e di trovare ispirazione nell’architettura e nelle arti formative. Ne emerge una sorta di couture botanica, dove il corpo e il fiore condividono lo stesso vocabolario. Una gonna può diventare un’enorme corolla; una composizione può assumere la forma di un’ala; una superficie floreale può trasformarsi in un volume architettonico.

Il fascino delle opere di Zhang Yeeun risiede anche nella loro ambiguità. Guardandole, il primo istinto è quello di associarle alla moda, ma subito dopo emergono riferimenti alla scultura, all’architettura e all’installazione. Non è un caso che la stampa coreana abbia descritto il suo lavoro come una pratica che prende ispirazione dall’avant-garde fashion, dall’architettura e dall’installazione artistica, utilizzandole per progettare strutture sulle quali vengono poi inseriti i fiori.

È un linguaggio particolarmente contemporaneo, invece di cercare di rendere la natura più ordinata, Yeeun la porta verso l’eccesso. Le proporzioni aumentano, i volumi diventano quasi teatrali, la botanica perde la sua funzione decorativa e assume una presenza scenica.

Il fiore, per sua natura, non è una materia permanente e anche quando viene utilizzato all’interno di una costruzione attentamente progettata, continua a cambiare. Colori, texture e forme si trasformano e ricordano allo spettatore che ciò che sta osservando non è una scultura immobile, ma qualcosa che vive e inevitabilmente appassirà. Questa tensione tra struttura e trasformazione è forse uno degli aspetti più interessanti del lavoro di Yeeun.

Il suo lavoro non cerca quindi necessariamente di fermare la natura. Al contrario, sembra volerla mettere in scena. In un momento in cui il design e la moda hanno spesso privilegiato il minimalismo, il lavoro di Zhang Yeeun sceglie una strada opposta: più grande, più scultorea, più teatrale.

Le sue opere non chiedono di essere semplicemente guardate. Chiedono di occupare lo spazio. È un’estetica che trova terreno fertile anche nel mondo degli eventi e dei matrimoni contemporanei, dove le sue installazioni sono state inserite tra i riferimenti internazionali per chi cerca un linguaggio floreale più scultoreo e meno convenzionale. La sua presenza nelle selezioni dedicate ai floral artist più interessanti del momento conferma quanto questo approccio stia superando i confini della floristica tradizionale. Nel suo universo, il fiore non è più soltanto qualcosa da mettere in un vaso. Può diventare un abito, un’architettura, un accessorio o un corpo estraneo che invade una stanza.

Zhang Yeeun

È una trasformazione che racconta anche qualcosa del nostro rapporto contemporaneo con la natura, che ormai non è più soltanto natura da contemplare, ma materia da reinterpretare attraverso moda, design e arte. Zhang Yeeun sembra muoversi esattamente in questo territorio ibrido. E mentre il confine tra fashion, sculpture e floral design diventa sempre più sottile, il suo lavoro suggerisce una possibilità semplice e radicale allo stesso tempo.

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Scritto da Arianna Maria Leva

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