Style BIRKENSTOCK tutto l’anno: con la cucitura Moc Toe non serve più aspettare l’estate
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BIRKENSTOCK tutto l’anno: con la cucitura Moc Toe non serve più aspettare l’estate

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Collater.al Crew

Ognuno di noi, a un certo punto dell’anno, quando le giornate iniziano ad allungarsi e il sole inizia a scaldare davvero, ripone in un angolo le scarpe chiuse e tira fuori da scatoloni, cantine o solai le sue amate BIRKENSTOCK, con cui sa che trascorrerà tutta l’estate. Ora che l’estate sta giungendo al termine, l’idea di dover abbandonare quel comfort e quello stile quiet luxury ci logora. Molti sono disposti a ghiacciarsi un po’ i piedi pur di rimandare il più possibile il ritorno alle scarpe chiuse.
Ma sembra proprio che quest’anno non siamo più obbligati ad affrontare tutto ciò. Infatti, con la nuova linea Moc Toe, BIRKENSTOCK smette ufficialmente di essere sinonimo esclusivo di “scarpa estiva”.

Non più solo Boston e Arizona: il marchio tedesco, famoso per il suo plantare – come avevamo già raccontato – ha pensato a un’intera gamma di calzature chiuse, perfette per il rientro in ufficio, per calpestare le prime foglie cadute dagli alberi e per affrontare tutto l’inverno. Finalmente il comfort non sarà caratteristica solo dell’estate, ma ci accompagnerà tutto l’anno.

Una cucitura che viene dalla cultura workwear

Il protagonista silenzioso di questa evoluzione è un dettaglio tecnico con una storia tutta sua: la cucitura moc toe, quella linea rialzata a forma di U che corre sulla punta della scarpa. Non è un vezzo estetico contemporaneo, ma un riferimento diretto alla cultura workwear di inizio Novecento, quando le calzature dovevano prima di tutto resistere e assecondare il movimento di chi lavorava in piedi tutto il giorno. BIRKENSTOCK la riprende e la reinterpreta su tre silhouette distinte, distinguendosi ancora una volta per la capacità di trasformare un elemento funzionale in una firma riconoscibile.

Le tre new entry si muovono su registri diversi ma restano, inconfondibilmente, BIRKENSTOCK. La Naples Wrapped è un ibrido tra sabot e mocassino, semi-aperto, con una fascia trasversale che strizza l’occhio al penny loafer in chiave preppy: la scarpa perfetta per chi non è ancora pronto a rinunciare del tutto all’idea di “infilare e andare”. La Utti Lace gioca invece sulla morbidezza, con un’allacciatura discreta senza occhielli metallici che ne accentua il carattere minimalista. Sembra quasi un mocassino scultoreo plasmato attorno al piede. E poi c’è la Highwood Moc, la più urbana e strutturata delle tre, con occhielli metallici e una suola chunky che la rende tanto adatta all’ufficio quanto a una camminata in una giornata di pioggia.

Il plantare, sempre e comunque il vero protagonista

Alla base di ciascuno di questi modelli rimane l’obiettivo inconfondibile del brand, ovvero far camminare le persone come se fossero scalze. Nelle due silhouette chiuse, Utti Lace e Highwood Moc, entra in scena il DEEP BLUE FOOTBED, ovvero una versione più tecnica del leggendario plantare, pensata apposta per le scarpe chiuse. Al suo interno c’è tutto: una fodera in microfibra che regola temperatura e umidità, uno strato in juta intrecciata e un elemento stabilizzatore in sughero-EVA che distribuisce il peso in modo uniforme. È lo stesso principio ortopedico che ha reso BIRKENSTOCK un caso di studio, applicato però a un contesto, quello autunnale e invernale, che finora restava fuori dal perimetro del brand.

Chi utilizza BIRKENSTOCK in estate sa quanto sia difficile farne a meno, tanto da non aver quasi bisogno di nessun’altra scarpa. Ora è giunto il momento di scoprire se sarà così anche per l’inverno, e il sogno condiviso non sarà più quello di avere un’enorme scarpiera alla Carrie Bradshaw, ma una giusta scarpiera alla BIRKENSTOCK.

La nuova linea è disponibile nei retail selezionati e sul sito di BIRKENSTOCK.

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Scritto da Collater.al Crew

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