Style Carhartt WIP presenta la nuova collezione costruendo una camera da letto
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Carhartt WIP presenta la nuova collezione costruendo una camera da letto

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Arianna Maria Leva

Una stanza apparentemente normale, un letto, una scrivania, una vecchia TV, poster alle pareti, oggetti sparsi, diventa qui qualcosa di più di una semplice vetrina. C’è qualcosa di curioso nella nuova installazione “Un Lieu à Soi”, di Carhartt WIP alle Galeries Lafayette: per raccontare una collezione di abbigliamento, il brand ha scelto di non costruire un classico spazio espositivo, ma una camera da letto.

La vetrina è quasi una fotografia di vita quotidiana, solo leggermente troppo perfetta per essere casuale. La moda, qui, non è presentata come qualcosa da guardare, ma come qualcosa che abita uno spazio. La scelta funziona particolarmente bene per Carhartt WIP, un marchio la cui estetica si è costruita proprio sul rapporto tra abbigliamento e culture urbane. Il workwear, una volta uscito dai luoghi di lavoro, è diventato uniforme informale per musicisti, skater, artisti e creativi. L’installazione sembra quindi raccontare non soltanto i vestiti, ma il tipo di mondo nel quale quei vestiti possono vivere.

Le Galeries Lafayette Haussmann rappresentano uno dei luoghi più riconoscibili del grande shopping parigino; Carhartt WIP, invece, porta dentro questo contesto un immaginario più vicino alla strada, agli archivi e alle sottoculture. Il contrasto è forse la parte più interessante dell’operazione. Il collegamento con Parigi è tutt’altro che casuale. Negli anni Novanta Carhartt aveva già iniziato a trasformarsi da semplice abbigliamento da lavoro in codice estetico delle sottoculture europee: rapper, writer e skater ne avevano adottato i materiali resistenti e l’estetica funzionale. Nel 1995, inoltre, il marchio compariva ne La Haine di Mathieu Kassovitz, film diventato un riferimento della cultura urbana francese.

Un rimando nostalgico al passato si intuisce, attraverso l’inserimento nella stanza di elementi ormai considerati vintage. La vecchia televisione, i poster e gli oggetti scelti per la stanza evocano un’estetica pre-digitale senza trasformarla in una semplice celebrazione del passato. È un modo per suggerire che l’archivio di un brand può diventare un linguaggio contemporaneo.

In questo senso, ci dicono qualcosa di più sottile: questo è il posto in cui immaginiamo che la collezione possa esistere. E forse è proprio questo a rendere la vetrina interessante. La presenza di Carhartt WIP nelle Galeries Lafayette non è casuale: il brand è infatti attualmente presente tra i marchi distribuiti dal grande magazzino parigino, mentre il suo archivio ufficiale include già materiali della collezione F/W 2026.

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Scritto da Arianna Maria Leva

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