Art 19 artisti italiani arredano Casa Italia alle Olimpiadi
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19 artisti italiani arredano Casa Italia alle Olimpiadi

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Giulia Guido

A ospitare, fino all’11 agosto, gli atleti dell’Italia Team e i suoi ospiti durante i XXXIII Giochi Olimpici di Parigi, sarà Casa Italia a Le Pré Catelan, edificio emblematico in stile Napoleone III immerso nel Bois de Boulogne, il parco più vasto della città e a pochi passi dagli Champs-Élysée. All’interno di Casa Italia è stato sviluppato un percorso espositivo che mixa arte, architettura e design, curato da Beatrice Bertini e Benedetta Acciari, e che sviluppa il concetto di Ensemble. 

Oltre a grandi nomi del design italiano che hanno messo a disposizione i loro prodotti per creare degli ambienti unici, l’itinerario è scandito dalle opere di 19 artisti di spicco dell’arte contemporanea italiana.

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Il percorso inizia all’esterno della Casa con una copia della scritta Italia presente all’ingresso dello storico Padiglione Italia alla Biennale di Venezia, un omaggio a uno dei più importanti eventi d’arte a livello internazionale.

Proseguendo, si viene accolti dall’opera Sacral realizzata dallo scultore Edoardo Tresoldi e ispirata alle forme del battistero rinascimentale, un vero e proprio varco simbolico e fisico che, attraverso un intreccio di maglie metalliche, ci trasporta dentro al tema scelto.

La facciata dell’edificio principale ospita una grande opera site-specific di Agostino Iacurci, dal titolo Ensemble, che è una reinterpretazione del Tricolore nel suo tipico stile floreale e astratto, in cui si fondono immagini naturali e la rilettura dell’estetica classica.

Appena entrati spicca il medagliere olimpico, che crescerà nei giorni della competizione, ed è inglobato e impreziosito dall’opera Panorama Italia, un arazzo di 30 metri quadri di Giovanni Bonotto che ricopre tutte le pareti creando un ambiente immersivo mettendo in valore l’Ensemble attraverso la varietà culturale, storica, geologica, paesaggistica, gastronomica, linguistica, dell’Italia, che la rende speciale nel mondo. Il disegno è stato realizzato con l’aiuto dell’Intelligenza Artificiale e i materiali sono filati ottenuti dal riciclo dei rifiuti plastici.

Contraddistingue l’entrata nel cuore della Casa anche l’opera luminosa di Marinella Senatore We Rise by Lifting Others, che riprende una famosa citazione di Robert Ingersoll, Ci eleviamo sollevando gli altri, e che parla del potere di aiutare gli altri e dell’impatto positivo che può avere su noi stessi.

Il visitatore è accolto poi da uno spazio chiamato Galleria dove è esposta una serie di opere e la prima è quella di un protagonista assoluto del secondo Novecento, l’artista concettuale Vincenzo Agnetti, scomparso nel 1981, con l’opera iconica Tra me e te l’infinito inesistente, una struttura rigorosa in cui il carattere vago e inafferrabile del senso può essere colto solo attraverso la complicità dello sguardo di chi lo interroga.

Sempre in Galleria, l’opera dell’artista francese di nascita e romana d’adozione Julie Polidoro dal titolo Tutti i Paesi Grandi Uguali celebra lo spirito olimpico annullando le gerarchie fra Paesi del mondo dovute alle dimensioni territoriali in una carta geografica in cui le varie nazioni diventano una moltitudine di forme e colori.

Un’altra connessione artistica fra Italia e Francia si trova nella scultura Amore e Psiche di Fabio Viale, una reinterpretazione in chiave contemporanea dell’Amore e Psiche di Canova custodita al Louvre, in cui la Venere è resa nera da un tatuaggio integrale, in un chiaro inno all’amore per la diversità.

Il legame fra i due Paesi e fra la dimensione della sostenibilità e il concetto di Ensemble si ritrova poi nel quadro We Are All Collaborating del collettivo italo-francese Claire Fontaine che richiama l’attenzione sulla questione dell’emergenza sociale, umanitaria e ambientale, in cui lo stare insieme vuole essere inteso come il necessario stare insieme per collaborare sulle questioni importanti del mondo.

Il concept generale di Casa Italia Parigi 2024 diventa assolutamente manifesto nel grande lavoro scultoreo di Margherita Moscardini che in (Ou la mort) estrapola la parola più trascurata del celebre motto francese per renderla quella più importante e in grado di riassumere anche i concetti di libertà e uguaglianza ripetendo Fraternité, Fraternité, Fraternité fornendo un nuovo paradigma dello stare insieme pur essendo diversi.

Negli spazi della Galleria, l’idea di relazione e di legame si sposta sul doppio piano dell’infinitamente piccolo e dell’infinitamente grande nel lavoro di Alberto Di Fabio, Vita Astrale, che ci introduce ai fenomeni misteriosi e affascinanti della Natura, facendo incursioni nel mondo cellulare così come fra le costellazioni, in una visione cui tutto è connessione e sintesi dell’universo.

Fra le opere più imponenti esposte a Casa Italia c’è sicuramente il Tappeto Volante realizzato dal collettivo Stalker, insieme alla comunità curda esule a Roma, un gruppo di architetti attivisti, un ragazzo Rom e uno del Senegal, in cui 41472 corde di canapa con terminali di rame riproducono le muqarnas del soffitto della Cappella Palatina di Palermo simbolo di una cultura dell’accoglienza millenaria che tiene insieme cultura greca, latina, araba, normanna. 

Proseguendo per gli spazi troviamo la scultura in bronzo colorato Italiana di Paolo delle Monache. L’opera fa espresso riferimento all’Italia e alle sue meraviglie, celebrando l’unicità del nostro territorio derivante proprio dalla varietà degli elementi che la rendono memorabile.

Poco distante, troviamo la lounge con la seconda opera di Paolo delle Monache dal titolo Serendipity, una colonna nella quale riconosciamo numerosi monumenti italiani, che avvolge un individuo e lo protegge, lo sostiene, lo costituisce. 

Si sale al piano superiore dove i visitatori vengono subito accolti da Fun with Flags, una serie di opere di Riccardo Previdi in cui l’artista milanese si diverte a sovrapporre e mescolare diverse bandiere del mondo per dare vita a inediti e coloratissimi pattern. Il percorso espositivo prosegue con il dittico Time Capsule dell’artista visivo Patrick Tuttofuoco che insiste sul tema dell’intreccio, in questo caso quello delle mani che si annodano fra loro per diventare simbolo universale di fratellanza. 

Sempre al primo piano i bassorilievi dalle forme sinuose dell’artista Sergio Breviario dal titolo Bianca e Marion intendono mettere in risalto la straordinaria complessità di ogni individuo, che non deve essere giudicata ma accolta con curiosità. 

Nel salone del primo piano si trovano le due tele di Gabriele Picco, Lasciarsi attraversare dall’arcobaleno e Nuotando nel cielo, in cui sembra che, in entrambi i casi, la gioia e l’entusiasmo derivino dalla rottura dell’isolamento, come nel caso della figura umana che si fa “condominio” o dell’uomo attraversato da un arcobaleno.

Casa Italia

A continuazione dell’esposizione, per Francesco Jodice il reciproco sostegno e la collaborazione non sono una condizione acquisita, piuttosto un invito, una speranza, una tensione che sembra esplodere dal dittico fotografico The Surfers, in cui numerosi surfisti, nelle acque di un mare sospeso e quasi metafisico, attendono tutti insieme l’arrivo dell’onda, metafora di un ignoto che può essere affrontato solo collettivamente.

Nella passeggiata fra le opere d’arte troviamo Messa a Terra una serie di quattro sculture da parete in stoffa in cui l’artista Marco Bernardi, ispirandosi a Masaccio, rilegge la vicenda di Adamo ed Eva come forma archetipica di fratellanza da cui avrà origine l’umanità. Troviamo anche la sua Monnalisa con barba di Van Gogh, un’opera ironica in cui il capolavoro di Leonardo è rimaneggiato aggiungendo la barba di Van Gogh tratta dal celebre autoritratto dell’artista.

A chiudere la sequenza degli spazi del primo piano troviamo la Sala riunioni, un ambiente ovale, dal ricco decoro parietale in bianco su fondo azzurro in cui Il Giardino Perduto, opera di Matteo Nasini, racchiude in sé tutto il concept di Casa Italia Parigi 2024, Ensemble, e i valori universalistici dello spirito olimpico: le colonne colorate composte da fili di lana citano il tema dell’intreccio e rendono esplicito come non esista alcuna possibilità di costruzione senza la collaborazione tra gli individui e senza rispetto per la diversità di ciascuno.

Proseguendo troviamo l’opera Panorama appartenente a una serie di dipinti che Julie Polidoro realizza mettendo in collegamento i cataclismi naturali con le migrazioni dei popoli; Taksim square, Istanbul, Turkey, 05.31.2013 e Innsbruck, Austria, 01.29.1964 di Margherita Moscardini che rappresentano momenti collettivi in cui la folla, riunendosi, ci mostra la forma dei luoghi; e The Belle of The Ball, una serie di collage e disegni a matita HB di Sergio Breviario, vengono raccontate storie popolate da goffe figure cavalleresche, presunti nobili impegnati in duelli e corteggiamenti o scene sospese piene di romanticismo. Verso la fine del percorso incontriamo Energie di Alberto di Fabio, un grande arazzo con una dominante gialla vitaminica. L’ispirazione cosmica dell’artista si accosta qui alla tradizione millenaria dell’arazzo italiano e specialmente all’Arazzeria Pennese, uno dei principali centri di produzione dell’arazzo in Italia. A conclusione, ritroviamo Agostino Iacurci che con l’opera Of My Abstract Gardening, due dipinti floreali con fondo nero, fa esplicito riferimento alla tradizione degli horti picti romani, e cioè quella consuetudine di dipingere paesaggi direttamente sulle pareti. 

Casa Italia

Per la prima volta Casa Italia non solo ospiterà gli atleti, ma sarà aperta al pubblico come una vera galleria d’arte. 

Casa Italia

Ph credits: Pietro Savorelli

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Scritto da Giulia Guido

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