Design Casa Wabi, il paradiso Zen per gli artisti e la comunità
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Casa Wabi, il paradiso Zen per gli artisti e la comunità

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Si chiama Casa Wabi il progetto di Tadao Ando situato sulla soleggiata costa di Oaxaca, vicino Puerto Escondido in Messico ed è stato costruito sul principio del wabi-sabi, secondo il quale la bellezza è insita nelle imperfezioni della vita.

Ando ha riunito otto architetti e concepito sei residenze indipendenti raggruppate attorno al complesso centrale principale, un muro in cemento, lungo 312 metri, che taglia le dune in direzione parallela al mare e si snoda da est a ovest. A destra e sinistra della barriera, sono presenti delle strutture posizionate secondo una logica precisa che, oltre alle residenze, includono due studi comuni, una galleria espositiva, una sala proiezioni, diversi spazi polivalenti, un osservatorio e 24 ettari di giardino botanico. Immaginando l’ambiente come un luogo di riposo, secondo la filosofia giapponese Zen, sono state progettate diverse aree creative, ampi spazi disposti su un unico piano e anche una piscina posizionata su una piattaforma lunga e stretta che va a finire direttamente sulla spiaggia.

Il blocco principale e le residenze sono in cemento “brutalista”, che caratterizza gran parte dei progetti dell’architetto, combinato a una delle costruzioni più iconiche e rustiche della regione: la palapa, un padiglione in stile messicano con lati aperti e un tetto fatto da foglie di palma essiccate.
Il risultato? Equilibrio e armonia tra tradizione locale e architettura moderna che sfrutta e amplia gli aspetti favorevoli delle condizioni dell’ambiente circostante.

La caratteristica più allettante è che gli artisti possono soggiornarvi gratuitamente per un periodo flessibile che varia dai 15 giorni ai 3 mesi e seguire un programma basato sulla collaborazione e sul coinvolgimento della comunità locale. Durante la loro permanenza gli ospiti sono invitati a tenere un diario delle loro esperienze in un formato artistico a loro scelta, affinché queste testimonianze entrino a far parte dell’archivio di Casa Wabi.

Testo di: Elisa Scotti

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Scritto da Collater.al Contributors

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