CocaColla.it chiude per una Lettera

CocaColla.it chiude per una Lettera

Collateral Crew · 9 anni fa · Art, Style

CMABIA LA FROMA MA NON LA SOTSANZA

Uno studio di semantica afferma: se all’interno di una parola si cambia l’ordine delle lettere pur lasciando invariate la prima e l’ultima, il senso risulterà comprensibile dalla mente umana. Se invece alla parola Coca-Cola aggiungi una lettera creando CocaColla, la lettera ti tornerà indietro firmata da un avvocato con marca da bollo.

Avete capito: CocaColla chiude, per una lettera.

CocaColla.it nasce ad aprile del 2010 come blog focalizzato su arte, design, advertising e nuove culture della rete. Grazie all’impegno e alla dedizione dei suoi editori e al supporto di collaboratori, amici e appassionati, in poco meno di due anni il blog diventa uno dei punti di riferimento per il design, l’illustrazione e la streetart con circa 2.000.000 di page view nell’ultimo anno, 1.500.000 visitatori unici, 7000 liker su Facebook e 1000 follower su Twitter.

Ma i numeri hanno poca importanza. Se potessimo raccontare questi due anni di lavoro non sarebbero le cifre a calcolare coinvolgimento e notti passate davanti ad uno schermo luminoso, tensioni e litigi, riunioni e brain-storming, sigarette fumate e sticker attaccati.

CocaColla.it chiude per una lettera

Questo però non vuole essere un editoriale mesto e disilluso, piuttosto una cronistoria degli eventi degli ultimi giorni.

I numeri in questo un’importanza ce l’hanno.
Un paio di settimane fa abbiamo ricevuto da Coca-Cola Company due lettere di diffida legate al nome e al dominio del nostro blog. Nelle lettere venivamo sollecitati a chiudere il blog e a sospendere la pratica di registrazione del marchio.

L’idea di chiamare il blog CocaColla nasceva da uno dei nostri primissimi brainstorming, quando pensammo di mettere insieme la colla, elemento fondamentale dell’artistica di base, ma anche della streetart, con la Coca-Cola, simbolo della cultura pop, dell’industrializzazione e della pubblicità come strumento fondamentale per sbaragliare la concorrenza. Per noi in questo nome c’era tutto quello che volevamo comunicare: tutte le nostre passioni, tutti gli argomenti che di lì a poco sarebbero diventati i temi del nostro lavoro quotidiano, di ricerca e produzione di contenuti. Un nome facile da ricordare e irriverente che faceva il verso proprio al soft drink più famoso del mondo. Sapevamo che prima o poi qualcosa sarebbe potuta accadere.

Così è stato. Non appena ricevute le lettere abbiamo deciso di affidarci ad un avvocato specialista in diritto industriale e in proprietà intellettuale. Studiato il caso ci ha convinto fosse meglio mollare tutto. Andare avanti in un’azione legale sarebbe stato un massacro, soprattutto per le nostre tasche. Il nostro è infatti un progetto editoriale e non avremmo potuto permetterci una battaglia legale contro una multinazionale come la Coca-Cola.

Nei prossimi giorni, quindi, saremo costretti a chiudere il dominio www.cocacolla.it e tutte le nostre pagine sui Social Network. Un caso che sembra riecheggiare le parole del giornalista Jeff Jarvis: “Cover what you do best and link to the rest”.

Per evitare di perdere quanto costruito in questi due anni con CocaColla vi chiediamo di sostenerci comunicando la news sui vostri blog, sulle vostre pagine, sui vostri canali e su Twitter usando l’hashtag #supportcocacolla. Potete registrarvi alla nostra NEWSLETTER in modo da rimanere aggiornarti sugli sviluppi futuri del nostro blog e di questa storia.
Se volete saperne di più scaricate il COMUNICATO STAMPA.
Se avete un blog, sito o pagina internet e volete comunicarlo ai vostri lettori, abbiamo preparato un SUPPORT MEDIAKIT.

Rimanete collegati, stiamo già lavorando ad una nuova identità.

CocaColla.it chiude per una lettera

English version

CocaColla.it is a blog born in 2010 that focuses on art, design, advertising, lifestyle and trends of internet, dedicated to lovers of contemporary art in all its forms.

Our blog in these two years has been so successful that it became a point of reference for design and street art. Thanks to the constant daily effort and dedication of our team, Cocacolla entered the italian charts of the industry, touching 1.5 MILLION unique visitors in the first year of life.
We count more than 7000 likers on Facebook and over 1000 followers on Twitter. Our articles have been read in 202 countries around the world.

CocaColla has become so famous that even The Coca-Cola Company noticed us and a couple of weeks ago we received from their legal department two letters of formal warning asking us to withdraw the registration of brand CocaColla, give up the domain name “www.cocacolla.it”, and close our related social profiles.
Penalty citation for trial.

The reason is the following: <<…that the registration and use by its domain name www.cocacolla.it determines a serious risk of confusion for consumers who may be led to believe that the sign and COCACOLLA domain name www.cocacolla.it are intended to distinguish goods / services delivered, organized or sponsored by our customers or that the use of the sign COCACOLLA it’s part and has been authorized by our client on the basis of agreements or other contractual links or corporate, which is not true. The use of the sign COCACOLLA and the domain name www.cocacolla.it is also counterfeit of the famous brands made by Coca-Cola, our client>>.

In short, they ask us to close, sell the domain and to suspend the practice of registration of the mark. And this in only 15 days.
The idea of calling the blog with the name “CocaColla” came from one of our earliest brainstorming; we thought to put together the glue, the basic fundamental artistic pratice and street-art, with Coca-Cola, a symbol of pop culture, of industrialization and advertising.

For us, this name was everything we wanted to communicate: all our passions, all the topics that would soon become the subjects of our daily work of research and content production. A name easy to remember which hit off the world’s most popular soft drink.
We imagined that sooner or later something would happen, so as soon as we received the letters, we contacted a legal specialist in intellectual property. As he analyzed the case he convinced us that it was better to quit everything because a lawsuit would be bloodshed, especially for our wallets.

Ours is indeed a publishing project, and we could never afford a legal battle against a multinational company like that.
Now for certain, we must inform you that on 5 March 2012 we will close www.cocacolla.it and all social profiles related to it.
Needless to say, with bitterness, daughter of another situation in which David and Goliath inevitably succumbs.
With this release we wanted you to know what’s happened and tell you that we are already working on a new identity.
To avoid losing what’s made in these two years with CocaColla we ask you to support us by being the first news on your blogs, your pages on your channel and on Twitter using the hashtag #supportcocacolla. You can subscribe our newsletter to be updated on future developments remain on our blog.

On this story we’ll be grateful.

The Ex Drink Team

CocaColla.it chiude per una Lettera
Art
CocaColla.it chiude per una Lettera
CocaColla.it chiude per una Lettera
1 · 3
2 · 3
3 · 3
InstHunt – Le 10 migliori foto della settimana su Instagram

InstHunt – Le 10 migliori foto della settimana su Instagram

Giulia Guido · 3 ore fa · Photography

Ogni giorno, sul nostro profilo Instagram, vi chiediamo di condividere con noi le vostre immagini e fotografie più belle. 
Per la raccolta InstHunt di questa settimana abbiamo selezionato le vostre 10 migliori proposte: @to.street, @caterina_cantu, @martinacuscuna, @veber.photos, @littlejos_, @ivananoto_, @elaverre, @radekzawadzki, @tonepantone, @fotopabo.

Tagga @collateral.photo per essere selezionato e pubblicato nel prossimo numero di InstHunt.

InstHunt – Le 10 migliori foto della settimana su Instagram
Photography
InstHunt – Le 10 migliori foto della settimana su Instagram
InstHunt – Le 10 migliori foto della settimana su Instagram
1 · 1
Margaret Durow e la fotografia come cura

Margaret Durow e la fotografia come cura

Giulia Guido · 1 ora fa · Photography

Lontano dalla East e dalla West Coast, viaggiando verso il centro degli Stati Uniti e lasciandosi alle spalle città come New York, Washington o San Francisco, è possibile scoprire un’altra America. Margaret Durow ci porta a passeggio tra il Wisconsin e i suoi suggestivi paesaggi. 

Classe 1989, Margaret Durow è una fotografa che ha iniziato a scattare da adolescente immortalando le giornate trascorse con gli amici. Poi l’obiettivo della sua macchina fotografica ha iniziato a posarsi su altro: su ciò che la circondava, ma anche lei se stessa. 

Scorrendo il suo profilo Instagram o visitando il suo sito possiamo infatti notare come foto di tramonti e di infiniti campi d’erba si alternano a quelle del suo copro fragile ma indistruttibile. Margaret utilizza il mezzo fotografico per raccontare la sua storia, gli stati d’animo che prova, cercando di entrare in empatia con lo spettatore. 

Quando Margaret Durow aveva 5 anni le è stato trovato un tumore benigno alla spina dorsale. Le diverse operazione alle quali si è dovuta sottoporre hanno segnato la sua esistenza e il suo corpo, e oggi ci mostra le cicatrici sulla sua pelle per raccontarci cosa prova sotto quelle stesse cicatrici. 

Margaret Durow

Margaret imprime i suoi stati d’animo e noi non possiamo fare altro che lasciarci trasportare dai suoi scatti: in punta di piedi diventiamo testimoni della sua vita, il suo corpo diventa il nostro e il sollievo che proviamo guardando i paesaggi che fotografa non potrebbe essere più vero. 

Leggi anche: La bellezza della tranquillità negli scatti di Alberto Polo Iañez

Noi abbiamo selezionato solo alcuni scatti di Margaret Durow, ma seguitela su Instagram e visitate il suo sito per non perdervi i suoi prossimi lavori.

Margaret Durow
Margaret Durow
Margaret Durow
Margaret Durow
Margaret Durow e la fotografia come cura
Photography
Margaret Durow e la fotografia come cura
Margaret Durow e la fotografia come cura
1 · 12
2 · 12
3 · 12
4 · 12
5 · 12
6 · 12
7 · 12
8 · 12
9 · 12
10 · 12
11 · 12
12 · 12
La bellezza della tranquillità negli scatti di Alberto Polo Iañez

La bellezza della tranquillità negli scatti di Alberto Polo Iañez

Giulia Guido · 2 giorni fa · Photography

Classe 1980, Alberto Polo Iañez vive a Barcellona ma l’isola di Palma di Maiorca, dove è nato, fa ancora parte di lui e soprattutto dei suoi lavori. 

Alberto ha cominciato a fotografare da adolescente, approcciandosi alla fotografia analogica in un periodo in cui il digitale stava letteralmente spopolando, e nei suoi lavori possiamo rivivere l’atmosfera che si respira sulla sua isola natale. 

I paesaggi incontaminati, la natura che si spinge fino alla spiaggia, la calma e la tranquillità tipiche dei luoghi che non hanno mai conosciuto il caos cittadino. Ma un elemento più di tutti gli altri ha influenzato e continua a influenzare il suo stile: la luce

La luce calda che accoglie chi visita Palma de Mallorca e che caratterizza la vita di chi ci vive tutto l’anno è la protagonista indiscussa degli scatti di Alberto Polo Iañez. Dai paesaggi a un vaso di fiori appoggiato su un tavolo, fino alle ragazze che che fotografa sono avvolti da fasci di luce dorati che riportano la nostra mente all’estate. 

Leggi anche: Joshua Rhodes fotografa la bellezza della California

Inoltre, le ragazze nude catturate nell’intimità della loro casa mentre scrutano fuori dalla finestra sembrano ricongiungersi alla natura, come quando facciamo il primo bagno della stagione estiva o ci perdiamo in un bosco e sentiamo finalmente di essere nel posto giusto, liberi. 

Lasciati trasportare dalla bellezza degli scatti di Alberto Polo Iañez e seguilo su Instagram per non perderti i suoi prossimi lavori. 

La bellezza della tranquillità negli scatti di Alberto Polo Iañez
Photography
La bellezza della tranquillità negli scatti di Alberto Polo Iañez
La bellezza della tranquillità negli scatti di Alberto Polo Iañez
1 · 10
2 · 10
3 · 10
4 · 10
5 · 10
6 · 10
7 · 10
8 · 10
9 · 10
10 · 10
Bobby Mandrup, un fotografo in continuo divenire

Bobby Mandrup, un fotografo in continuo divenire

Federica Cimorelli · 3 giorni fa · Photography

Vivere in un costante stato di divenire, è così che Bobby Mandrup – fotografo danese classe 1985 – si descrive al pubblico che lo segue. Noi non possiamo proprio contraddirlo, d’altro canto la sua fotografia sembra cucita esattamente intorno a queste parole. 

Bobby Mandrup scatta principalmente ritratti e lo fa quasi come un pittore.
I suoi scatti analogici sono immediati e intimi, si avvicinano alla figura umana con emozione e imprevedibilità e riescono a catturarne ogni sentimento e ogni sfumatura.

Non mi piacciono gli scatti costruiti in una scena, li trovo sprecati. Per me fotografare è come mostrare l’individualità di ogni momento fugace.

Guardando le sue fotografie nel complesso si riesce a costruire un tragitto simile e complementare ad ogni immagine. Bobby ricerca i difetti dei soggetti che immortala, cattura la vita imprevedibile di ogni persona e disegna un mondo imperfetto, caotico e disturbante.

Leggi anche: Le infinite espressioni del corpo umano negli scatti di Ophelia

Guarda qui una selezione dei suoi scatti, seguilo su Instagram e visita il suo sito personale

Bobby Mandrup, un fotografo in continuo divenire
Photography
Bobby Mandrup, un fotografo in continuo divenire
Bobby Mandrup, un fotografo in continuo divenire
1 · 15
2 · 15
3 · 15
4 · 15
5 · 15
6 · 15
7 · 15
8 · 15
9 · 15
10 · 15
11 · 15
12 · 15
13 · 15
14 · 15
15 · 15