Commodore rilancia con un oggetto che sembra uscito da un cassetto degli anni 2000, ma nasconde dentro di sé una logica più contemporanea di quel che sembra. Il Callback 8020 è un flip phone a conchiglia pensato per chi cerca distanza dallo smartphone senza rinunciare del tutto alle sue funzioni essenziali.

Il design attinge esplicitamente all’archivio del brand: la cerniera, il piccolo schermo esterno, la tastiera fisica con T9, i suoni chiptune. Le colorway si chiamano ProtoPET White, SX Silver e BASIC Beige, con una Starlight Edition traslucida e una Founders Edition con il tasto Commodore placcato in oro. Il nome stesso, 8020, è un riferimento al modem Commodore 8010 del 1980.

Lo schermo esterno mostra ora, batteria e segnale. Una fila di LED a cupola gestisce le notifiche senza accendere il display. Aprendo la conchiglia si accede a uno schermo interno da 3,25 pollici e a una tastiera fisica: il touch è disabilitato di default, così il testo si scrive di nuovo con i tasti.

Sotto la scocca in plastica c’è hardware da mid-range: processore MediaTek Helio G81, 4GB di RAM, 64GB di storage espandibile, doppia SIM con 4G, Wi-Fi, Bluetooth, GPS e hotspot. La fotocamera posteriore è un sensore Sony da 48 megapixel con autofocus e flash. Una modalità camcorder aggiunge filtri con estetica analogica generati proceduralmente.
Il Callback 8020 perfettamente alla corrente del digital minimalism. E la differenza rispetto ad altri è che il valore aggiunto della nsotalgia non è puramente estetico: serve a orientare il modo in cui il telefono viene usato, introducendo attrito là dove gli smartphone contemporanei lo eliminano sistematicamente.

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