Immaginate di eliminare dalla vostra vita lo smartphone, lo stesso dispositivo che state usando per leggere questo articolo, controllare le mail ogni cinque minuti o scorrere Instagram. I nostri telefoni sono diventati i custodi di moltissimi aspetti, anche privati, della nostra vita e, oggi, rinunciarvi sembra quasi impossibile. Tuttavia, esiste un’alternativa: si chiama Light Phone, e le sue innovazioni in termini di design e approccio promettono un atteggiamento del tutto nuovo nei confronti della tecnologia. Incuriositi da questo tema, abbiamo parlato con Edoardo, un millennial che da anni ha scelto di passare a Light Phone.

La storia di Light Phone
La storia di Light Phone inizia su Kickstarter, nel maggio 2015, dove nel corso degli anni i founder – Joe Hollier e Kaiwei Tang – hanno raccontato i progressi di questo progetto. I due si sono incontrati durante 30 Weeks, un incubatore di Google per i designer. Con anni di esperienza nel campo dei cellulari i due hanno pensato a questo telefono. Il claim dell’azienda, infatti, è «your phone away from phone».
Light Phone II e III
Dopo dieci anni dallo sbarco su Kickstarter siamo arrivati al Light Phone III, dopo aver venduto 100.000 unità del modello II. Nonostante si stia ancora parlando di dispositivi che non hanno raggiunto il grande pubblico, la piccola azienda è riuscita a non rinnegare i propri valori, mantenendo l’equilibrio tra il miglioramento della funzionalità e il rispetto dei suoi principi originari.

Rispetto alle versioni precedenti, il Light Phone III ora ha un ampio display OLED opaco che continua a utilizzare il sistema operativo dedicato dell’azienda in bianco e nero, con l’aggiunta di un chip NFC per i pagamenti contactless e l’inclusione della funzionalità Bluetooth, USB-C e persino fotocamere anteriori e posteriori.
L’abbandono dello smartphone
Per quanto il passaggio dallo smartphone a un device come Light Phone possa sembrare impossibile per molti, c’è chi ha preso questa decisione in via definitiva. «La prima cosa che impari a gestire quando non hai più uno smartphone è la cosiddetta FOMO [Fear of Missing Out]» ci racconta Edoardo, un millennial di professione musicista che ha intrapreso il viaggio nella quotidianità senza smartphone, o quasi.
Ma come e perché si prende una decisione del genere? «Ho iniziato a percepire un problema con gli smartphone intorno a giugno 2020, in piena era COVID. Mi sono reso conto che l’esposizione eccessiva ai social media era deleteria per la mia salute mentale e stabilità emotiva, probabilmente a causa della quantità di notizie giornaliere sui decessi e sulle problematiche legate al virus» ci spiega Edoardo.
«Questa scelta non ha mai creato problemi alla mia carriera, anzi mi ha aiutato molto nel processo creativo e nella concentrazione. Capisco però che per le persone che devono essere costantemente connesse a e-mail o social media per questioni lavorative, possa rappresentare un limite. Per questo motivo, molti utilizzano il Light Phone come telefono secondario» conclude Edoardo.
Da una parte, la comodità dello smartphone sembra ancora imprescindibile ma dall’altra ci ritroviamo a sognare un mondo in cui non siamo schiavi del nostro telefono. Il futuro di aziende come Light Phone porterà sicuramente novità interessanti, in grado di farci riflettere sul nostro rapporto con social, e-mail e messaggistica istantanea.
