Style Il denim, simbolo del movimento dei diritti civili afroamericani
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Il denim, simbolo del movimento dei diritti civili afroamericani

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Andrea Tuzio

Un po’ di tempo fa vi abbiamo raccontato come il denim, quello di Levi’s in particolare, sia riuscito a conquistare il Giappone, e di come l’immaginario legato ad esso sia quello dei minatori e cercatori d’oro, delle rockstar anni ’50 e ’60 e di James Dean e Marlon Brando con il chiodo. 

Ma mentre questo racconto tutto americano diventava “storia”, ce n’è un altro che restava nel sottobosco, molto più vero e reale. Quello di chi ha combattuto per la libertà, quello di chi faceva parte del movimento dei diritti civili afroamericani e che ha contribuito non poco allo straordinario successo del denim.

Il giorno che sancì la definitiva ascesa del denim fu il 28 agosto del 1963 quando, durante la presidenza Kennedy, si svolse la marcia su Washington per il lavoro e la libertà. Una grande manifestazione politica alla quale parteciparono più di 250.000 persone a sostegno dei diritti civili ed economici per gli afroamericani, quella in cui Martin Luther King pronunciò il suo storico discorso “I have a dream” invocando la fine razzismo e la pace tra bianchi e neri davanti al Lincoln Memorial. 

 “Ci è voluta la marcia di Martin Luther King per rendere il denim popolare”, ha scritto Caroline A. Jones nel suo libro ‘Machine in the Studio: Constructing the Postwar American Artist’, “È stato durante la manifestazione di Washington che gli attivisti dei diritti civili sono stati fotografati mentre indossavano la salopette in denim tipica del mezzadro povero per sottolineare quanto poco si fosse fatto fino a quel momento sulla questione diritti degli afroamericani”.  

Gli attivisti indossavano l’overall per motivi pratici, resistevano agli sfoghi dei tubi ad alta pressione delle fabbriche o agli attacchi dei cani spesso aizzati contro di loro, ma anche come ricordo di un passato non troppo lontano quando le salopette in denim venivano chiamate “i vestiti da neri”. I proprietari di schiavi le compravano sia per la loro robustezza sia perché erano in perfetto contrasto con il lino dei vestiti e il pizzo dei parasole delle loro famiglie che gestivano le piantagioni.
Voleva essere una rappresentazione del divario sociale.

Per molti afroamericani indossare il denim era irrispettoso, James Brown ad esempio non lasciò mai indossare i jeans alla sua band. 

Il denim quindi non è stato James Dean, Marlon Brando e Marlboro Man e nemmeno soltanto comfort e resistenza, ma un simbolo di solidarietà, di lotta e di voglia di uguaglianza e giustizia razziale. Il tempo ha poi reso il denim ciò che è oggi ma quello che non non dovremmo mai fare è dimenticarci di ciò che ha rappresentato e la storia che ha raccontato.

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Scritto da Andrea Tuzio

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