L’ultima sfilata di Dries Van Noten alla direzione creativa del brand omonimo si terrà a giugno, in occasione della Paris Men’s Fashion Week. Parte dei leggendari Antwerp Six, il designer belga ha fondato la maison nel 1986 mentre ha debuttato sulle passerelle di Parigi nel 1992. Quel che è sicuro è che il brand non chiuderà i battenti a giugno ma continuerà sotto una nuova direzione creativa. Difatti, già da ieri, è partito – come sempre in questi casi – il toto scommesse sul nome del nuovo direttore creativo (o perché no, nuova direttrice creativa) della maison. Si tratta di una notizia molto triste per chi ama il brand che però lascia spazio a un futuro – si spera – luminoso, come scrive Van Noten stesso nella lettera dove annuncia il suo ritiro.
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Van Noten dà questa notizia in modo diretto, genuino e sincero. Si racconta partendo dalle origini. «In the early ’80s, as a young guy from Antwerp, my dream was to have a voice in fashion», inizia così la lettera. L’intenzione del designer è quella di dedicarsi a tutte le cose per cui non ha avuto tempo. Una decisione che arriva dopo un momento di riflessione prolungato e che lascerà spazio a un nuovo direttore creativo. Per i più nostalgici, c’è la sezione Silent Archives sul sito della maison che permette di consultare tutte le sfilate dal 1992 a oggi, una risorsa preziosa anche per chi studia moda.

La scelta di non seguire i ritmi serrati del mondo della moda, le quattro presentazioni l’anno – due per la donna e due per l’uomo – e una strategia di comunicazione lontana dal solito inseguimento delle celebrities da vestire rendono esplicita la ricetta per il successo della maison. L’addio di Dries Van Noten segna quindi la fine dell’attività di un creativo unico nel suo genere, in grado di seguire il suo istinto senza necessariamente guardare a quello che hanno fatto gli altri. Quella del marchio – in ogni caso – rimane una storia a lieto fine. Anche dopo l’acquisizione di una quota di maggioranza da parte del gruppo Puig nel 2018, le cose sono rimaste le stesse. In più, sempre nella lettera d’addio, il designer mette in chiaro che continuerà a essere coinvolto. Un approccio sicuramente innovativo e un’ottima notizia che ci fa ben sperare per il futuro del brand.
