Nel cuore di Bari vecchia, tra le pietre millenarie dell’area archeologica di San Pietro, sta prendendo forma un intervento artistico firmato dall’artista Edoardo Tresoldi che è molto più di un’opera: è il risultato di quattro anni di ascolto, studio e immersione in un luogo che non ha mai smesso di trasformarsi.

La zona archeologica di San Pietro, a Bari, non è solo un sito archeologico ma anche un punto della città dove il sacro e l’umano si sono incontrati e scontrati più volte. Così strati di storia si sovrappongono, raccontando una sequenza continua di costruzioni, distruzioni e rinascite. Ogni mutamento ha lasciato una traccia, ogni traccia è diventata domanda. Qui il gesto umano si è fatto materia, rito, memoria. E ora si fa arte.


L’opera che sorgerà nei prossimi mesi non arriva per chiudere un capitolo, ma per aggiungerne uno nuovo, in dialogo con tutto ciò che è venuto prima. Un’azione delicata ma potente, capace di interrogare il nostro rapporto con lo spazio, con la storia, con ciò che definiamo “sacro”. Cosa resta, davvero, di un luogo? E cosa scegliamo di ricordare?



Il progetto fa parte del più ampio percorso di valorizzazione dell’Area Archeologica di San Pietro e del Museo archeologico di Santa Scolastica, promosso dal Ministero della Cultura e coordinato dal Segretariato regionale del MiC per la Puglia, grazie al sostegno dei fondi europei. Infine, le immagini di Roberto Conte catturano l’intimità silenziosa di un luogo che si sta preparando a parlare di nuovo.

ph. courtesy Roberto Conte
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