Art La pittura di Shawn Huckins, tra paesaggio americano e critica digitale
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La pittura di Shawn Huckins, tra paesaggio americano e critica digitale

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Anna Frattini

Tende di seta che si aprono su tramonti nebbiosi, paesaggi che bruciano all’orizzonte, superfici che sembrano tessuti e invece sono campi di colore puro. La pittura dell’artista Shawn Huckins si apre su scenari quasi ipnotici, e noi ci siamo persi al loro interno.

Nato nel 1984 e basato nel New Hampshire, Huckins lavora sull’America: la ama e la critica allo stesso tempo, con un’ironia che non diventa mai cinismo e una consapevolezza sociale che attraversa tutto il suo lavoro. Lo si vede soprattutto nelle sue serie più note — The American Revolution Revolution e The American ___tier — dove sovrappone ritratti e paesaggi della pittura americana classica a testi presi direttamente dai social media. Cosa avrebbe postato George Washington su Facebook? Come avrebbero documentato Lewis e Clark il loro viaggio verso ovest via Twitter? Shawn Huckins usa queste domande come leva per confrontare le priorità della società contemporanea con quelle di un’America più semplice, mettendo sotto pressione il modo in cui il linguaggio digitale stia erodendo la nostra capacità di empatia e connessione autentica.

Nelle sue tele più recenti il registro cambia, ma la tensione resta. Il paesaggio naturale torna come elemento ricorrente: foreste al tramonto, cieli che bruciano di rosa e arancione, alberi contorti contro orizzonti infuocati. La natura non è mai idilliaca: porta i segni di quello che le stiamo facendo. Accanto a questi lavori, le composizioni con drappi di seta satinata richiamano la pittura classica europea, ma il contesto è americanissimo. Tutto è troppo luminoso, troppo saturo, e forse anche troppo consapevole di sé.

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Scritto da Anna Frattini

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