Sculture che si muovono con il vento, forme leggere che rispondono all’aria, all’acqua e alla gravità: da oggi, 17 giugno, fino al 14 ottobre 2026, la Fabbrica del Vapore di Milano ospita nella sua Cattedrale Il cosmo, grande mostra personale dell’artista Susumu Shingu. Ma vediamo di cosa si tratta.

Nato a Osaka nel 1937, Shingu arriva in Italia nel 1960 grazie a una borsa di studio del Governo italiano. Gli anni romani segnano l’incontro con Franco Gentilini all’Accademia di Belle Arti e l’inizio di un percorso che lo porta dalla pittura alla scultura, fino alla scoperta del movimento come elemento fondante del suo linguaggio. Da allora, la sua ricerca si sviluppa come un dialogo continuo tra arte, ingegneria e fenomeni naturali.

Il percorso espositivo riunisce nove sculture fondamentali della sua carriera e ventuno opere del progetto Windcaravan — un ciclo di sculture di vento che ha attraversato il mondo, dalle risaie giapponesi alle steppe della Mongolia, dal lago ghiacciato della Finlandia fino alla Nuova Zelanda, qui riunite per la prima volta in Italia.

Il titolo richiama la visione dell’artista, per il quale la Terra fa parte di un sistema più ampio di relazioni ed energie. Le sculture di Shingu non rappresentano la natura: ne rendono percepibili le dinamiche invisibili. Correnti d’aria, variazioni atmosferiche, acqua e gravità diventano elementi attivi dell’opera, trasformando lo spazio in un luogo di osservazione e meraviglia in cui materia, luce e movimento trovano un equilibrio costante.

In mostra anche Sandalino, il personaggio immaginario ideato da Shingu negli ultimi anni: un piccolo viaggiatore da un altro pianeta che osserva la Terra con stupore e inquietudine, figura leggera che incarna lo sguardo dell’infanzia e la possibilità di un rapporto più empatico con il mondo naturale.

Il legame con l’Italia è testimoniato da importanti opere pubbliche sul territorio. Da Il vento di Colombo nel porto di Genova, Il luogo della pioggia al Lingotto di Torino fino al Dialogo con le nuvole a Lecco insieme a una lunga collaborazione con Renzo Piano. La mostra si inserisce nel calendario delle celebrazioni per i 160 anni di relazioni diplomatiche tra Italia e Giappone e i 45 anni di gemellaggio tra Osaka e Milano.
