Nelle mani dell’illustratrice Ema Gaspar, lo Swoosh di Nike mette radici, fa spuntare campanelle di mughetto, si adorna di charm a forma di perla e si trasforma in qualcosa che assomiglia meno a un logo e più a una creatura dotata di sentimenti.

L’artista portoghese, che ora vive a Tokyo, è stata commissionata da Nike per reimmaginare l’identità visiva della linea Kidswear e il risultato è quello di un immaginario tenero e straniante. In una serie di illustrazioni a matite colorate, Gaspar scioglie la geometria corporate dell’iconografia Nike in qualcosa di organico e quasi febbrile: uno Swoosh dalla texture maculata, un altro intrecciato a figure sorridenti con la faccia da bacca, il wordmark reso in una grafia rotonda e manuale, incorniciato da viticci, fiori dai toni gioiello e piccole creature-sole dagli occhi furbi.

Il lavoro non cerca di essere “infantile” a tutti i costi ma si avvicina piuttosto a un’idea che ci riconduce agli sketchbook. Il che, considerata la storia personale di Gaspar, che da piccola metteva in pausa le VHS per copiare fotogramma per fotogramma Cardcaptor Sakura, è esattamente quello che ritroviamo in queste illustrazioni.

Per Nike Kidswear, la scelta dice qualcosa di rilevante. Invece di produrre l’ennesima capsule in cui un’illustratrice fa da decoratrice, la commissione sembra porsi una domanda diversa: e se l’immaginario autentico di una bambina, stratificato, anche bizzarro e sicuramente emotivamente specifico, diventasse la cornice estetica del tutto? Ogni Swoosh diventa l’habitat di un piccolo ecosistema. E per una linea Kidswear, è forse la cosa più sensata che si potesse fare.



