Art What Casey McKee and his Disaster Selfies Tell Us
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What Casey McKee and his Disaster Selfies Tell Us

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Anna Frattini

C’è un momento, guardando la serie di nuovi dipinti a olio dell’artista Casey McKee, Disaster Selfie, in cui tutto sembra familiare: le pose, i sorrisi, la luce calda o gli oggetti della nostra quotidianità. Ma basta spostare lo sguardo sullo sfondo per vedere incendi (il più delle volte), uragani, tornado, disastri ambientali a cui ormai siamo abituati.

Clickbait

In questa serie, McKee mette in scena una distopia fin troppo vicina: figure umane assorte nei propri telefoni, concentrate a immortalare loro stessi o gli altri, completamente ignare del caos che le circonda. È un iperrealismo saturo e disturbante, che non punta solo alla perfezione tecnica ma a una lettura lucida – e feroce – del presente.

Curiosity Gap

Il contrasto tra il disastro ambientale e la ricerca compulsiva di visibilità digitale crea così un effetto che quasi confonde. Guardando le sue opere ci troviamo quindi davanti a una vera e propria critica tagliente alla cultura dell’immagine, all’ossessione per i like, all’illusione di controllo che i social media promettono. Le persone ritratte da McKee sembrano protagoniste inconsapevoli di un reality show apocalittico, dove anche l’inferno può essere un contenuto da postare.

Followers

Come nel lavoro di Daniel Fleur – di cui abbiamo parlato qualche tempo fa qui – anche qui l’iperrealismo è uno strumento per riflettere sull’oggi. Ma se Fleur tende a una delicatezza quasi straniante, McKee esaspera la realtà del nostro tempo. Le sue immagini sono cariche, estremamente teatrali, (quasi) surreali nella loro brutalità. La natura si ribella nei dipinyi di McKee, ma resta sullo sfondo mentre la protsgonista rimane la realtà social che viviamo tutti i giorni.

Social Silence

I riferimenti teorici sono chiari – e approfonditi anche sul sito dell’artista: B.F. Skinner e Jaron Lanier fanno da guida a una riflessione che unisce psicologia comportamentale, tecnologia e critica al consumismo. I soggetti dipinti sono vittime di un condizionamento continuo, intrappolati nei loop infiniti della validazione online. Anche la catastrofe diventa intrattenimento.

Casey McKee
Spectacle

Casey McKee non dipinge solo scene spettacolari, ma fa emergere il vero dramma del presente: l’incapacità di vedere, di sentire, di reagire. La nostra attenzione è ormai un bene conteso da algoritmi, e l’urgenza della realtà si perde tra una notifica e l’altra. Le opere di McKee non offrono risposte, ma pongono una domanda disturbante: quanto siamo disposti a ignorare, pur di mantenere l’illusione che vada tutto bene?

Casey McKee
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Casey McKee
Disaster Selfie
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Written by Anna Frattini

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