Sono passati sette anni da quando abbiamo parlato del lavoro di Stephan Schmitz, che già allora era considerato un artista affermato a livello internazionale e annoverava diverse collaborazioni con testate, magazine e brand.
Da allora il suo lavoro non si è mai fermato, anzi, ha continuato a raccontare le ipocrisie e le incoerenze della società moderna, di cui tutti facciamo parte. L’artista nato a Santo Domingo e attualmente di base a Zurigo sa bene come sintetizzare in una sola immagine temi complessi, sempre legati all’attualità. Dalla politica alla tecnologia, dalla sempre minore capacità di creare legami interpersonali al lavoro che spesso diventa solo un peso, Stephan Schmitz è in grado di raccontare tutto ciò attraverso immagini caratterizzate da pochi elementi alle quali, però, non mancano mai i giusti dettagli.

È come se le sue illustrazioni riuscissero a dire molto più di quello che potrebbero dire le parole: basta mettere due ombre di fianco a un ragazzo che sta guardando il computer per raccontare come potremmo essere controllati, o dividere una tavola in due, da un lato chi si gusta un bel piatto di pasta e dell’altro chi non è in grado di staccare dal lavoro. E si potrebbe andare avanti all’infinito: escamotage semplici ma geniali in grado di toccare molteplici argomenti. Potremmo dire che è questo il segreto di Stephan Schmitz e il motivo per il quale da sette anni a questa parte abbiamo continuato ad apprezzare ogni sua singola illustrazione.










