Photography Erjola Zhuka fotografa l’oscenità del vero
Photographyconceptual photographyexhibition

Erjola Zhuka fotografa l’oscenità del vero

-
Giorgia Massari
Erjola Zhuka | Collater.al

«Fotografare l’oscenità del vero significa interessarsi al mondo e non interpretarlo,» spiega la fotografa Erjola Zhuka (1986, Albania), «dove l’accezione di osceno è tutto ciò che mette fine a qualsiasi sguardo, a qualsiasi immagine, a qualsiasi rappresentazione». Le sue fotografie destabilizzanti, in mostra da Lampo Milano fino al 14 gennaio, mostrano una realtà senza filtri, in grado di abbattere le difese e far cadere le maschere sociali. I luoghi e i personaggi che Zhuka cattura appartengono alla sua realtà. Sono paesaggi familiari che restituiscono allo spettatore momenti crudi e spontanei della sua quotidianità. Quella di Erjola Zhuka è una fotografia che innesca un processo di auto-scoperta, spingendoci a rivalutare l’influenza della cultura e della società sulla nostra mentalità e sul nostro stile di vita.

Erjola Zhuka | Collater.al

Il titolo della personale da Lampo Milano meglio spiega il concetto delle fotografie di Erjola Zhuka. As if you know nothingCome se non sapessi nulla -, una frase che riporta a una condizione di vuoto, di buio, nel quale il pensiero non è condizionato da alcuna convenzione o immagine patinata. Una frase che vuole riportarci allo stato originale, primordiale, che annulla ogni conoscenza, ogni mito, con l’intenzione di crearne di nuovi. La frase non ha dunque un’accezione negativa ma vuole «favorire quel processo di straniamento che spalanca […]», si legge sul testo curatoriale di Elsa Barbieri. Una raccolta di fotografie che porta lo spettatore a mettere in discussione la propria comprensione del mondo. Erjola Zhuka ci pone davanti a un corpo anziano nudo, soggetto al cambiamento del tempo che passa inesorabile, e ci porta a chiederci: come sarebbe guardare questo corpo senza i preconcetti che assimiliamo dall’esterno? Il suo lavoro, dunque, conduce a un’osservazione che va al di là della superficie. Un susseguirsi di corpi e di ambienti collegati da due fili, quello del tempo che modifica ogni cosa e quello dell’intimità che detta la narrazione. Per giungere infine a una rielaborazione dell’identità attraverso la sola e pura documentazione di un particolare e preciso momento, inserito in un determinato spazio, della vita dell’artista.

Erjola Zhuka | Collater.al
Erjola Zhuka | Collater.al
Erjola Zhuka | Collater.al
Erjola Zhuka | Collater.al

Courtesy Erjola Zhuka

Photographyconceptual photographyexhibition
Scritto da Giorgia Massari

Editor's Picks

x
Ascolta su